I cittadini presentano il conto: la Regione è sempre occupata

Dicono che sia l’ultima volta che accade. Ma ieri il lavoro dei consiglieri regionali è stato quello di rispondere all’appello fatto dall’ufficio di presidenza. Una mano alzata e via, la seduta è tolta. Perché, come ormai di abitudine, il consiglio regionale si è trasformato in una piazza aperta a chiunque voglia protestare per qualcosa. Ieri addirittura erano in agenda più appuntamenti con gruppi, associazioni, cittadini che non interrogazioni. Con il risultato che queste ultime neppure sono state discusse.
La Regione, intanto, deve fare i conti con tutte le promesse mancate fatte in questi anni. Perché la prima delegazione che ha incontrato giunta e capigruppo era quella dei cittadini della Val di Magra, infuriati perché la Regione e il suo presidente (che è anche commissario straordinario) non hanno ancora fatto qualcosa per aiutare l’area devastata dall’alluvione. Con i cittadini di fronte Burlando, ha annunciato che entro oggi creerà un «ufficio speciale» per gestire il problema del nuovo ponte sul Magra. Quell’ufficio così speciale che per essere creato aveva probabilmente bisogno di una «visita» in Regione.
Poi è stata la volta del cosiddetto «terzo settore», le associazioni che operano nel campo dell’assistenza ai disabili, agli anziani e alle persone non autosufficienti e con problemi psichiatrici. A loro la Regione ha tagliato il 5 per cento del sostegno economico. Un atto arrivato con la delibera del 29 dicembre scorso, tra Natale e Capodanno. Soldi in meno che, secondo gli operatori, faranno saltare i conti. Ma anche in questo caso, ecco che le colpe della Regione vengono a galla. Perché Lorenzo Pellerano, consigliere della Lista Biasotti che proprio ieri avrebbe dovuto discutere un’interpellanza in materia, ricorda quanti soldi vengano invece spesi senza senso proprio in questi campi. Cita il caso di Pratozanino, dove l’ex ospedale psichiatrico è stato venduto a privati. E agli stessi privati verranno vendute le aree dell’ex ospedale di Quarto, ma in queste stesse aree la Regione sta spendendo milioni di euro per fare lavori di riqualificazione in strutture ormai non di sua proprietà. E contemporaneamente sta pagando fior di affitti in altre strutture dove sistemare i degenti in attesa che i lavori siano ultimati. «Il 24 maggio scorso - incalza Pellerano - l’assessore Claudio Montaldo aveva avuto un incontro con i direttori di dipartimento della Salute Mentale e aveva concordato sulla necessità di trovare nuove soluzioni. Invece da allora non ha più fatto nulla e sono arrivati i tagli indiscriminati».
Anche Edoardo Rixi della Lega, Roberto Bagnasco e Luigi Morgillo del Pdl, chiedono che si riveda questa riduzione del contributo. «L’affidamento dei servizi ai privati costa meno che la gestione diretta delle Asl - fa sapere Rixi -. Qui è l’ora di fare numeri, non filosofia». Altra promessa mancata viene ricordata da Morgillo: «Si dovevano ridurre i posti letto per pazienti acuti e sostenere maggiormente quelli per l’assistenza. Non è stato fatto nulla». Bagnasco invece offre la propria collaborazione per trovare una soluzione, a patto «che sia però condivisa dagli operatori del terzo settore».
Insomma, la politica taglia i costi, ma non quelli dei privilegi, bensì quelli dei servizi. «È come il caso della biblioteca del consiglio regionale che il presidente Rosario Monteleone vuole chiudere - sbotta Rixi -. Ma perché per diminuire le spese si comincia da quello che è un servizio di cui godono regolarmente molti cittadini, specie anziani? Se si vuole risparmiare l’affitto, si trovi uno spazio in un’altra struttura pubblica, magari in Provincia». E a proposito di Provincia, nessuno sembra voler portare la sede del consiglio regionale a Palazzo Spinola per evitare le «invasioni» per protesta. «Facciamolo al Lagaccio al posto della moschea», scherza ancora Rixi. La protesta cresce. L’esasperazione cui ha portato quasi tutti il governo Monti porta i cittadini a chiedere conto di ogni scelta, fatta e non fatta.