I clic di Pédra oltre la cortina di ferro

Il (o la) giornalista fa notizia quando cade vittima dei fatti che era lì a testimoniare: e allora assurge agli onori delle cronache. Il fotoreporter entra in primo piano quando resta bruciato dagli eventi che stava mettendo a fuoco: e quantomeno merita d’essere immortalato in un ritratto. Eccolo qui, nel fiore - reciso - dei suoi 29 anni Jean-Pierre Pédra. Ovvero Pedrazzini (nella foto), il fotografo svizzero francese che lavorava per Paris Match fino a cinquant’anni fa (e la rivista, per il cinquantenario della morte, a novembre gli dedicherà per intero il suo numero 3000). Non fece in tempo a tornare dalla Russia - attraversata accanto allo scrittore Dominique Lapierre per fermare nei suoi scatti le scene che ne ispirarono il racconto C’era una volta l’Urss -, che subito fu inviato in Ungheria. Ma fece in tempo a completare a Budapest il suo reportage, l’ultimo - da vedere con quello sovietico nel formidabile libro fotografico Urss-Budapest. Ultimi reportage oltre la cortina di ferro, in uscita dalle Edizioni Casagrande di Bellinzona, pagg. 100, euro 26 - prima di finire nel mirino degli insorti in Piazza della Repubblica che stava catturando nel suo obiettivo.