I Cobas contro Penati: più soldi, meno sprechi

Roberto Bonizzi

Consiglio provinciale bloccato da una protesta dei dipendenti di Palazzo Isimbardi. Una cinquantina di impiegati, aderenti ai Sin Cobas, hanno occupato la parte riservata al pubblico scandendo slogan come «più soldi ai dipendenti, meno ai consulenti», uniti contro il presidente Ds Penati. I lavoratori chiedono il riconoscimento delle “progressioni orizzontali”, aumenti di stipendio legati all’anzianità e al ruolo, pari a circa 40 euro al mese. «Siamo 2.600 dipendenti assunti - spiegano - e dal 2004 attendiamo che venga riconosciuta la progressione orizzontale prevista da contratto». Maggioranza e opposizione hanno deciso la sospensione della seduta per permettere ai capigruppo di incontrare una delegazione dei lavoratori. Il confronto è durato quasi mezz’ora. «Ci riproponiamo di dare una risposta ai lavoratori della Provincia - dice il presidente del consiglio Vincenzo Ortolina all’uscita -. Dopo aver analizzato l’intera questione e dopo aver ascoltato anche le altre rappresentanze sindacali, oggi non presenti. Stiamo valutando anche l’ipotesi di un consiglio aperto per discutere di tutti i problemi dei lavoratori dell’ente, compreso il precariato».
Durante un intervento in aula il consigliere di An Giovanni De Nicola ha sottolineato «la grande discrepanza che esiste all’interno dell’ente. Alcuni lavoratori, circa 70, sono stati scelti dall’amministrazione per entrare a far parte dello staff degli assessori, senza gara pubblica né un sistema trasparente e la loro retribuzione è quadruplicata». I Cobas spiegano il meccanismo utilizzato: «Autisti, commessi e segretarie sono passate da un compenso mensile di mille euro, lo stipendio percepito da 1.500 dipendenti di Palazzo Isimbardi, a 40mila euro all’anno. La forbice davvero è troppo ampia. Senza contare le condizioni dei 600 precari».