I Coldcut «live» ai Magazzini È la loro prima volta a Milano

Unica data italiana per i fondatori della label di culto «Ninja Tune»

Gabriele Brambilla

Ecologici ed anti-autoritari; imprenditori e pionieri della produzione dance dei primi anni '90; creatori all'avanguardia di installazioni di «toys and art» e inventori di un nuovo genere live dove performance audio e video-arte sono un tutt'uno. Jonathan More e Matt Black, meglio noti come Coldcut, sono i genitori indiscussi di quasi tutta la musica elettronica dance di consumo.
Quella di giovedì è un'occasione davvero unica per chi ama le sonorità electro più marcate ed incisive, tanto più quando è la prima volta che i Coldcut arrivano a Milano, nell'unica data prevista nella Penisola: il duo inglese si esibirà dal vivo, dalle 21, ai Magazzini Generali - ingresso 15 euro - per presentare il nuovo album, Sound mirrors.
Ripercorrendo la storia dei Coldcut si scopre che Jonathan More era un professore di storia dell'arte e che Matt Black si guadagnava da vivere come programmatore informatico. Ed è proprio questo che i Coldcut sono: un perfetto binomio di arte e informatica, tanto che il risultato è una riuscitissima espressione di un'arte all'avanguardia. O meglio. Dell'avanguardia informatica al servizio dell'arte. I due hanno programmato un nuovo software dove i video possono creare un determinante impatto sul pubblico. Hanno dimostrato di poter dare vita ad una nuova creatura live dove l´intera sessione audio viene supportata dai visuals e sincronizzata in presa diretta dal vivo.
Nella prima metà degli anni Ottanta More conduce uno show sulle onde di Kiss Fm, la storica radio pirata e lavora in un negozio di dischi a Soho: è proprio lì che conosce Black con il quale produce Say Kids, What Time Is It? nel 1987. Si tratta del primo disco britannico costruito interamente con dei sample che precede in questo senso Pump up the volume dei M/A/R/R/S.
Il debutto vero arriva con What´s that noise (1989), lavoro che conquista subito il disco d´argento. Nel 1994 arriva la seconda fatica, Philosophy, un disco più pop del primo e che poi li avrebbe portati ad un radicale cambiamento di rapporti con il mercato discografico del tempo: poco dopo avrebbero infatti fondato la leggendaria label Ninja Tune, stanchi com'erano del sistema e delle logiche di marketing delle maggiori etichette dei primi anni '90. La neonata casa discografica ha poi rappresentato un punto di riferimento artistico-imprenditoriale per tutto il settore dell'elettronica da ballo.
Degno di rilievo è anche l´aspetto politico dei lavori dei Coldcut: nel 1997 esce Let us play!, che con tracce come Atomic Moog 3000 e Timber verrà ripreso come vero e proprio manifesto contro l'autoritarismo durante alcune sommosse antigovernative in Inghilterra.
I fan saranno ripagati per la lunga attesa di circa otto anni dal precedente Let us replay!. Sound mirrors, per Jonathan e Matt, «è ancora più irriverente e divertente degli altri lavori». Ma basteranno i soliti groove elettronici e le già sfruttate sfumature break hip-hop per catturare ancora una volta i vecchi aficionados di un tempo, abituati ad una costanza creativa che, forse, i Coldcut hanno perduto con l'avvento del terzo millennio?