I Coldplay e Jamiroquai big di «Moon & Stars»

Le due band sono i protagonisti più attesi del festival di Locarno: verso l’esaurito per Cocker e Kravitz

Ferruccio Gattuso

Se fosse ancora tra noi Orson Welles, di questi tempi, dovrebbe portare il suo faccione felino in Svizzera: sessant'anni e più fa, nel suo film Il terzo uomo, il mitico regista e attore sibilava la celeberrima, acida battuta sulla terra dei Cantoni, a suo dire generatrice dei meri orologi a cucù. Altro che terra della noia: scosse telluriche di sana musica rock agitano fino al 16 luglio la terra di Locarno. E che non si pensi a discreti carneadi arruolati per la bisogna: il Moon & Stars è ormai una certezza consolidata, e il cartellone 2005 fa scintille.
Cominciato ieri nella Piazza Grande della città elvetica, il festival spalanca questa sera (ore 20.30) il suo palcoscenico alla band regina del funk britannico, Jamiroquai. Sull'onda dell'ultimo disco Dynamite, l'ensemble guidato da Jay Kay alias «Il mio regno per un cappello» (i copricapo di svariata guisa sono la sua vera passione insieme alla musica) cavalca per il continente europeo e, dalla Svizzera, è pronto a calare in Italia per quattro date: i milanesi hanno scelta facile, perché conviene puntare verso il vicino nord prima di considerare gli appuntamenti della band a Genova (12 luglio), Modena (14), Napoli (17) e Roma (18).
La partecipazione di Jamiroquai al Moon & Stars è una sorta di fiore all'occhiello, se si pensa che da ben quattro anni - da A Funk Odissey, 2001 - la band non sfornava dischi. A margine dello show di Jay Kay e compagni, c'è spazio anche per James Blunt, voce e volto dell'ultimo rock inglese.
Curioso personaggio dal passato familiare certo non beneaugurante per le sette note (il padre detestava la musica e proibiva impianti hi-fi in casa, in età da leva e dopo una laurea in ingegneria aerospaziale il futuro rocker si iscrisse alla Royal Military Academy, diventando ufficiale) James Blunt ha azzeccato professione e disco: nel 2004 il suo Back To Bedlam ha proposto un nostalgico salto all'indietro, al pop-rock anni '70 un tempo riflesso nelle chitarre dei Led Zeppelin e nelle lenti degli occhialini di Elton John. E il successo lo ha ripagato: al punto da smettere divisa e missioni (l'ultima, in Kosovo).
Inesorabilmente «sold out», invece, i passaggi di Coldplay e Richard Ashcroft, a dividersi il palco di Locarno mercoledì 13 luglio): la band guidata da Chris Martin si gode il successo ininterrotto dell'ultimo album X&Y e, con ancora negli occhi la folla oceanica del Live 8, è pronta a rassicurare i fan con un repertorio relativamente giovane (soli 5 anni sulla breccia) ma già zeppo di piccoli classici, come Yellow, Trouble, In My Place, God Put A Smile Upon Your Face.
Storico esponente del brit-pop è Richard Ashcroft, ex Verve, recentemente avvistato più sulla Costa Azzurra che in sala d'incisione.
Tricolore in Piazza Grande giovedì 14: sono Le Vibrazioni e Laura Pausini a diffondere in terra svizzera corpose dosi di melodia. La band milanese, reduce dalla disavventura all'Heineken Jammin' Festival di Imola (dove una parte dei fan di Vasco Rossi non sembra averli graditi sullo stesso palco del loro idolo) e dalle polemiche del Live 8 (il cantante Sarcina ha parlato di un «pubblico insensibile»), ha l'occasione di ricordare alla platea svizzera che, in Italia, il gruppo numero uno nelle vendite sono proprio loro.
Iniezione di soul venerdì 15 con Joe Cocker e chiusura col botto: sabato 16 luglio Locarno accoglie il «profeta nero» Lenny Kravitz, pronto a dividere il palco con una compagna decisamente imprevista, e cioè Nikka Costa.
Della ex cantante prodigio in erba (suo il lento On My Own, tratto dalla colonna sonora del musical Fame), il rocker newyorchese è anche produttore.