I colori di Milano Alla Ponte Rosso 5 collezioni in una

Mostra dedicata alla città, dagli anni Venti al Duemila. E non solo: accanto alle immagini dei Navigli nature morte, spiagge e terrazze

Luciana Baldrighi

«Andar per mostre» è una rassegna nata dall’idea di riproporre attraverso una selezione di opere le mostre più significative che hanno caratterizzato l’attività della galleria negli ultimi anni.
«Dopo Semeghini e gli amici di Bagutta», con il catalogo accompagnato da una prefazione di Elena Pontiggia e Guido Vergani, dopo «Artisti al caffè di San Babila» e «Finestre sul Novecento» con presentazione di Rossana Bossaglia è la volta di «I colori di Milano» che durerà fino al 27 giugno alla Galleria Ponte Rosso di via Brera 2 curata da Carlo Adelio Galimberti.
Si tratta di una mostra dedicata alla città, rappresentata attraverso tutto il Novecento, dagli anni Venti al Duemila nei dipinti di artisti di tre generazioni.
Tra gli artisti esposti troviamo Labò, Lilloni, Brambati, i giovani artisti legati al premio Della Zorza: Letizia Fornasieri, Paolo Sciancalepore, Giuseppe Valentino («Ritratto di bambino cinese») e Tiziano Lombardini. Non mancano i Barbieri, Bartolini, Flangini, Perelli Cippo, Monti e sculture di Pellini e Brandino.
La collettiva ripropone le cinque mostre collettive presentate nel 2003 e 2004. «Con Semeghini e gli amici di Bagutta, si può tornare alla vecchia Milano. Nelle vedute di Milano possiamo ammirare un Carpi, un inedito di Del Bon («Piazza Missori»), una «Darsena del Naviglio» e «Un alzaia Naviglio Pavese». Non mancano anche piccole vedute del Duomo e «Corso di Porta Ticinese di Attilio Melo. Di particolare interesse una «Fiera a Sant’Ambrogio» di Alfredo Di Romagna, di Attilio Rossi anche un bel «Barcone sul Naviglio di Attilio Rossi. «La Loggia dei mercanti verso il Cordusio» di Luigi Mantovani del 1941 e «La vecchia Stazione con il Ponte Principe Umberto» di Ferrazzi, Zangli e Riva (un nome e uno pseudonimo) degli anni Trenta», racconta Nanda Consonni titolare della galleria da entusiasta amante dell’arte. Ma anche con Giuseppe Novello, Vellani Marchi, Spilimbergo De Rochi presenti con paesaggi, nature morte e un ritratto del 1924 dal titolo «Ritratto di giovane donna» del grande pittore e umorista.
Di Dina Bellotti «Il tavolo di ardesia» del 1991 dai colori forti, estivi, a rappresentare una terrazza con tavoli e sedie in ferro e ardesia in stile francese anni Sessanta, altra eleganza rispetto alle squallide sedie in plastica che dominano le terrazze marine e poi ancora «Rosa nel vaso opaline» del 1985 dal tratto deciso, trasparente ma di una poesia senza uguali. Sempre della Bellotti «Interno di casa alle cascine di Loto a Sestri Levante» del 1943, dove i sapori e gli odori di un tempo sembrano uscire dal quadro, atmosfere irripetibili di un’epoca in cui il clima emotivo influenzava moltissimo i pittori. I suoi toni caldi, festosi e caldissimi riportano alla lezione francese di Braque e di Matisse.
E per finire a completare la mostra un grande quadro di Luigi Brambati con «Attesa dei marinai sulla spiaggia in attesa del rientro dei pescatori bretoni» degli anni Settanta, un olio cm100x70 che vuole essere un omaggio all’estate e al grande pittore.

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