I colori della vita secondo Marciel

L’artista, acclamato in tutto il mondo è l’inventore del cinema-teatro: entra ed esce da un film sul palcoscenico

Matteo Failla

Lui afferma che il suo lavoro non è nulla di rivoluzionario, ma le caratteristiche per definirlo tale ci sarebbero tutte. Marc Hollogne, in arte Marciel, si esibisce per la prima volta in Italia portando in scena il suo nuovo spettacolo, scritto apposta per il nostro Paese, dal titolo I colori della vita.
Acclamato da pubblico e critica di tutto il mondo – in Giappone, come in Francia, in Cina e in Canada è una vera star che firma autografi - è l’inventore di quella che è definita l’ottava arte: il cinema–teatro.
Sul palco Marciel interagisce con i protagonisti di un film proiettato su un telone cinematografico, ma ciò che più lascia stupiti è che riesce ad entrare e ad uscire dal film: nel vero senso della parola. Con perfetta sincronia, frutto di mesi di minuziosa preparazione, Marciel si getta nello schermo dando la reale impressione che tutto stia avvenendo veramente. Recita, suona, canta, parla sul palco come un normale (e completo) attore di teatro, interagendo con i personaggi, e poi si butta dentro (in realtà dietro) il telone cinematografico e te lo ritrovi lì, a recitare in una sequenza registrata in precedenza.
Tutto è calcolato al millesimo di secondo, ciò che è reale, fisico, in un istante diventa finzione; e non è solo lui ad entrare nel film, ma sono anche gli oggetti – o i personaggi – ad entrare e uscire da esso.
«Faccio tutto da solo – afferma Marciel – scrivo la sceneggiatura dello spettacolo, che è prevalentemente comico, creo ed edito il film con il quale devo interagire sul palco, scrivo le musiche, le suono e le canto dal vivo».
Marciel in Italia: i colori della vita, Teatro Ventaglio Smeraldo, piazza XXV Aprile 10, info 02-29006767, ore 20.45, ingresso 28.60 euro