I comandanti dei ghisa: «Siamo pronti a dimetterci»

Firmato un documento in cui i funzionari minacciano di rinunciare al loro mandato: «Non abbiamo mezzi adeguati, ci hanno dimenticati»

Da anni sono stati messi sullo stesso piano dei funzionari del Comune: stesso stipendio, stessa considerazione. E dire che invece i 35 funzionari della Polizia locale sono comandanti di zona, e hanno sotto di sé parecchi agenti (dai cento ai duecento). Ieri, dopo anni e anni di malcontento e frustrazione hanno firmato un documento (raggiungendo la maggioranza del 70 per cento) «molto importante», come sottolinea Roberto Miglio, coordinatore del Csa dei Vigili. «È il primo di questo genere ed è una sorta di protesta simbolica. Anche se c’è da dire che sono un po’ fuori tempo massimo, perché si rivolgono ad Albertini proprio ora che il suo mandato sta per finire». La decisione messa nero su bianco sul documento di una protesta «eclatante», è quella di rimettere il mandato di funzionari della Polizia municipale e chiedere di essere assegnati a un nuovo incarico.
Un malessere, quello dei ghisa graduati, «vecchio di anni anche se l'anno scorso eravamo stati ricevuti dal sindaco». I «riconoscimenti» tanto attesi e mai arrivati, e quindi la decisione di «rinunciare al ruolo di responsabili dei comandi di zona e degli altri reparti della vigilanza urbana», come si legge in una nota.
Sino ai primi anni ’90, spiegano, le strutture operative dei vigili erano rette da dirigenti, l’organico complessivo era di 2.000 agenti. Oggi i reparti sono diretti dai funzionari e l’organico è aumentato. I funzionari hanno più responsabilità operative, senza avere però un’«adeguata autonomia», senza gli strumenti adeguati, e soprattutto con stipendi troppo bassi.