I COMIZI STRISCIANTI DI AUGIAS

Metti all'ora di pranzo insieme su Raitre (Le storie, venerdì, ore 12,45) Corrado Augias e Roberto Vecchioni intenti a parlare delle ultime opere del cantautore. E mettici anche un assistente di studio indeciso. Indeciso nel suo lavoro? Nello svolgimento di un ruolo importante per la messa in onda di una trasmissione tv? No, indeciso su chi votare alle prossime elezioni, che tanto prossime non sono ma non importa, tutto fa brodo. Metti che a un certo punto Augias, tra una canzone di Vecchioni e qualche riflessione sui tempi che stiamo vivendo, indichi all'attenzione l'assistente di studio subito inquadrato dalla regia. E dica: ecco, a proposito dei nostri tempi confusi noi abbiamo un nostro assistente di studio che, come Celentano in Rockpolitick, non ha ancora un pensiero, un'idea precisa su cosa fare, su chi scegliere. Subito nello studio scende un'aria di partecipe, pensosa solidarietà. Perché appare evidente che se a Celentano si può perdonare che non venga in mente un pensiero, stasi mentale a occhio e croce ricorrente nei suoi monologhi, che un simile destino tocchi anche a un'umile ma volenterosa maestranza televisiva impiegata a Raitre appare imperdonabile. E quindi bisogna intervenire subito per farglielo venire al più presto, un benedetto pensiero. All'uopo ci pensano Augias e Vecchioni. Con una straordinaria premessa dialettica di Augias assimilabile a una nuova disciplina sportiva che potremmo chiamare «arrampicata preventiva sugli specchi». Premette Augias, infatti, che ciò che sta per dire va inteso in senso lato, che lui sa benissimo di essere nel servizio pubblico e vuole sgombrare il campo da qualsiasi equivoco. L'atmosfera si fa ancora più pensosa e gravosa, la suspense aumenta, proprio vero che il molleggiato ha fatto scuola. Dopodiché inizia un armonioso esempio di affinità elettive tra conduttore e ospite sulle differenze tra destra e sinistra: Augias dice che la destra mette in primo piano le cose e l'uomo viene solo dopo, mentre la sinistra ha a cuore prima di tutto il destino degli uomini. Vecchioni, scambiando pluralisticamente l'ordine dei fattori, dice che la sinistra ha a cuore prima di tutto il destino degli uomini mentre la destra mette in primo piano le cose. La lezione di esegesi politica potrebbe anche finire qui, facendo finta di avere preso l'argomento alla lontana, in via generale come da premessa, per la serie: chi ha orecchie per intendere intenda. Ma la tentazione di verificare se il messaggio sia andato in porto è troppo forte, e Augias si sente in dovere di rivolgersi ancora all'assistente indeciso: «Penso che lei abbia capito». Sono le 13,10, e almeno un voto Augias è riuscito a spostarlo. Forse.