I commercianti brianzoli: venite da noi, non c’è l’Ecopass Da Desio a Seregno a Senago le associazioni invitano i consumatori a disertare la metropoli: «Capi firmati anche qui»

TRAFFICO Molti clienti non vanno più a Milano per evitare code e per non rischiare multe

Saldi. Avanti tutta: «saltata» la stagione dei consumi intrappolati nella morsa della crisi soprattutto i commercianti che vendono abbigliamento, accessori e calzature con le vendite straordinarie sperano di recuperare. Le tratte da pagare arrivano implacabili. I clienti abituati a cercare il buon affare nel centro storico del capoluogo ora sembrano aprire il portafoglio nei negozi della Brianza. Gli esercenti, fanno particolare affidamento sul fatto che per varcare la cerchia dei Bastioni occorre pagare fino a 10 euro, e non di meno sul modo un tantino rompicapo studiato per pagare la tassa. «Contiamo sul fatto- spiega Alessandro Radice presidente degli esercenti di Desio- che qualche acquirente, al solo pensiero di inoltrarsi verso il centro del capoluogo, si fermi nel nostro comune a fare compere. Del resto – aggiunge Radice – la specializzazione merceologica e i capi firmati, li possiamo offrire anche noi in provincia. Forse, le nostre sono illusioni, eppure nel mio esercizio già nel periodo dei saldi estivi è entrato qualche cliente che era abituato a fare shopping a Milano. Con la vicenda del ticket, ha preferito evitare complicazioni». Anche a Seregno, con un centro storico completamente rinnovato, la questione di allargare il giro degli affari sembra far breccia tra gli operatori del commercio. «Già da qualche anno – racconta Mariolino Giambiasi, componente del consiglio dell’Ascom locale – per via del traffico, della mancanza di parcheggi, del rischio di incappare in contravvenzioni, e del caro benzina, numerosi clienti hanno deciso di acquistare da noi. Certo – prosegue – con l’ecopass, il fenomeno è cresciuto. Siamo pronti a non deludere le attese proponendo articoli di pregio anche a prezzi ancora più scontati rispetto a quelli praticati a Milano». Enrico Origgi, presidente dell’Associazione territoriale di Desio si mostra cauto, ma spera che la situazione caotica che si è creata nel capoluogo possa ripercuotersi in maniera positiva sul giro d’affari. Se poi un cliente deve sostituire un capo, è oggettivamente di fronte ad un «impresa» certamente più comoda. Molti consumatori preferiscono favorire il negozio «sotto casa» ed il rapporto di fiducia tra cliente e operatore, invece di sottoporsi al «calvario» d’arrivare a Milano. Un invito ai consumatori a fare acquisti nelle rispettive città arriva pure dagli assessori al commercio di Bollate, Baranzate, Paderno Dugnano, Cormano e Desio.