I commercianti: "Overdose fiscale Rischio chiusura o lavoro nero"

Il numero uno di Confcommercio Carlo Sangalli: "Paghiamo un conto salatissimo con questa pressione tributaria. La spesa pubblica è al 50,5% del pil, le entrate fiscali 42,8%: bisogna bloccare questa spirale". Poi chiede al governo: "Fermezza contro evasione ed elusione, non sono tollerate". Fischiato il premier Prodi, assente. Il presidente dei commercianti: "Ci rimette più lui"

Roma - L’eccessiva pressione fiscale sta creando una "overdose tributaria" che costringe molte imprese a chiudere i battenti o a "ripiegare nel sommerso e nel nero". È questo uno dei passaggi centrali della relazione del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, all’assemblea annuale dell’organizzazione. C’è un "cortocircuito" da sanare, ha detto Sangalli. "Rischiamo molte, troppe chiusure di imprese per overdose tributaria e di burocrazia fiscale, e molti, troppi ripiegamenti nel sommerso e nel nero".

Conto salato "Il conto che stiamo pagando è salatissimo", ha rimarcato Sangalli, che ha poi quantificato il livello della pressione fiscale, confrontandolo con quello della spesa pubblica. "Questo - ha detto - è il quadro complessivo della situazione: spesa pubblica al 50,5% del pil ed entrate totali, fiscali e contributive, al 42,8% del pil. Se non si interrompe la spirale viziosa tra questi livelli di spesa e questi livelli di prelievo fiscale e contributivo, non si rimetteranno stabilmente in moto, nonostante qualche dato congiunturale incoraggiante, la domanda interna e i consumi delle famiglie, non si consoliderà la ripresa e non si riuscirà neppure a ridurre significativamente il livello del debito pubblico".

Contrastare l'evasione "Nessuno sconto e nessuna scorciatoia", ha precisato però il numero uno di Confcommercio verso evasione ed elusione, che "vanno contrastate con determinazione e a 360 gradi. Senza la ricerca di capri espiatori, ma ovunque si annidino. Anche in casa nostra". La richiesta è quella di avere "equità e senso della misura".

Fischi a Prodi (assente) Il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, nella relazione all’assemblea annuale cita il presidente del Consiglio Romano Prodi e dalla platea arriva un’ondata di fischi. Sangalli si rammarica perché "il presidente del Consiglio non ha accettato il nostro invito di oggi" e aggiunge suscitando questa volta calorosi applausi: "Ci rimette di più lui a non aver accettato il nostro invito".