«I commercianti temono i cinesi»

Lacchiarella chiama Milano. Il polo cinese che sta prendendo corpo al «Girasole», dove un centinaio di grossisti da diverse regioni stanno prenotando aree a partire da settembre, preoccupa non poco il comune a sud della città. Ieri il sindaco di Lacchiarella, Luigi Acerbi, ha incontrato a Palazzo Marino il vicesindaco Riccardo De Corato e gli assessori all’Urbanistica Carlo Masseroli e alle Attività produttive Tiziana Maiolo, esprimendo le proprie preoccupazioni. In primis, il traffico che rischia di ingrossarsi lungo viale Famagosta se i grossisti da via Sarpi (una cinquantina quelli che secondo Acerbi avrebbero già firmato un contratto di affitto al «Girasole»), manterranno il dettaglio nel capoluogo. Secondo nodo: garantire scuole ai bimbi cinesi se le famiglie si trasferiranno vicino al lavoro. Terzo, le resistenze dei commercianti italiani che temono la concorrenza cinese. «Garantiamo la nostra collaborazione per quanto riguarda la mobilità fino al confine con Milano e l’offerta scolastica a chi lo desidera - assicura De Corato -, ma il Comune non può però impedire ai grossisti di trasferirsi a Lacchiarella. Noi stiamo cercando di convincerli a spostarsi da via Sarpi a via dei Missaglia, dunque all’interno della città». Ma da Chinatown non c’è aria da esodo di massa: «Abbiamo grossi dubbi che 50 grossisti abbiano già preso accordi col Girasole. Solo in autunno, quando partirà l’isola pedonale in via Sarpi, i cinesi penseranno più seriamente al trasloco». Conferma la Maiolo: «Non scarichiamo i problemi sull’hinterland, vorremmo che andassero in via dei Missaglia».