«I computer? Ormai li fanno solo in Cina»

«Al mondo cinque aziende producono per tutti i grandi marchi del settore, che si occupano del marketing»

Maddalena Camera

da Milano

Passa una settimana al mese a Taiwan. Gianfranco Lanci è il manager italiano che da 15 mesi guida il terzo produttore mondiale di personal computer, Acer. La società fondata da Stan Shi - che è molto probabilmente l’unico cinese che abbia mai deciso di andare in pensione a 60 anni esatti - ha sede nella Cina nazionalista. «Ma da ormai dieci anni - spiega Gianfranco Lanci - a Taiwan Acer non produce. La produzione è stata spostata in Cina, dove il costo della manodopera è molto inferiore, ancora prima di decidere di diventare solo una società di brand e commercializzazione di pc».
Qual è la ricetta per sopravvivere in un mercato difficile come quello dei personal computer, che ha obbligato anche Ibm a vendere?
«Ci sono due fattori importanti. Prima di tutto la focalizzazione. Oggi nessuno dei grandi produttori ha delle fabbriche, ma si limita allo sviluppo e alla commercializzazione dei prodotti, con grande attenzione ai costi. Noi abbiamo deciso di vendere le fabbriche nel 2000 per concentrarci solo sul brand, sul nostro marchio. E i risultati ci hanno dato ragione».
Ma chi produce i computer se tutti i grandi marchi si limitano al marketing?
«Al mondo ci sono cinque grandi produttori che li fanno per tutti (i primi clienti per dimensioni sono Dell e Hp, ndr). E si trovano in Cina. Acer ha mantenuto una partecipazione del 35% in una di queste società. Si chiama Wistrom ed è quotata a Taiwan».
Produrre dunque non conviene più?
«Acer vent’anni fa faceva i pc di Ibm. Poi anche la nostra società ha dovuto spostare la produzione in Cina e sposare il modello di Dell: ossia diventare una società di solo marketing. Il motivo è semplice. Vent’anni fa il margine su un pc era del 50%, oggi non va oltre il 10. La discesa dei prezzi dei prodotti è stata esponenziale».
Voi però continuate a crescere...
«Acer è prima nella vendita di pc portatili in Europa. Nel 2005 siamo riusciti a crescere molto anche negli Usa e in Cina. Daremo i risultati venerdì prossimo. Il fatturato è intorno agli 8,3 miliardi di dollari, in deciso progresso rispetto ai 7 dell’anno precedente. Per il 2006 contiamo di arrivare a 11 miliardi di dollari».
Come vede l’evoluzione del mercato?
«In Europa difficilmente avremo gli incrementi del 2005, nei notebook abbiamo fatto progressi del 35-40%. Invece contiamo di espanderci molto negli Usa, dove ci rivolgiamo principalmente alla piccola e media impresa, e anche in Cina».
Quanti pc vendete all’anno?
«Nel 2005, 7 milioni di portatili e 3 milioni di desktop».
Acer è di Taiwan ma produce in Cina: tra i due Paesi ci sono però forti contrasti politici.
«Formalmente sì, infatti non ci sono voli diretti tra le due Cine: bisogna passare per Hong Kong. Ma quando si tratta di business, per i cinesi la politica non conta».