I Comuni dell’hinterland vanno all’attacco: «Presto il contro-ticket»

Avviso agli automobilisti, preparatevi a sborsare qualche euro anche per circolare in Provincia di Milano. Sì, avete letto bene: alcuni sindaci della Grande Milano stanno facendo lavorare gli uffici comunali (anche di sabato e domenica) per mettere a punto in tempi rapidi un ticket d’ingresso come quello imposto da Letizia Moratti.
E, attenzione, lo fanno non per una scelta politica, «sappiamo che una tassa è impopolare», ma perché non gli va giù la scelta presa da Palazzo Marino senza né coinvolgerli nell’operazione e/o, dicono, senza neppure prendere atto dell’indisponibilità di tutte (o quasi) le amministrazioni comunali di confine. Già, l’iniziativa di donna Letizia - anche se ammorbidita sia nel quantum che nella durata grazie all’impegno di Forza Italia e di An - spariglia tutto. Chiaro a tutti che non si tratta di impunture di forma bensì di sostanza.
A guidare l’Ecopass della vendetta è Angelo Zaninello (Rifondazione), primo cittadino di Cinisello Balsamo: «Poiché Letizia Moratti prosegue nella sua strada pro-ticket, sto valutando insieme ad altri sindaci di introdurre un contro-ticket al confine di Milano, lungo viale Fulvio Testi». Come a dire: tassiamo quel fiume di auto - in media 35-38mila al giorno - che ingolfano l’arteria che da Milano porta in Brianza. Fulvio Testi che, tra l’altro, annotano dal palazzo comunale di Sesto San Giovanni, per i prossimi quattro anni avrà una corsia chiusa per i lavori della MM5 e con il traffico deviato quindi nel territorio di Sesto, Cinisello e Bresso: «Il danno e la beffa, a Milano i soldi e a noi il traffico».
Valutazioni dal Nord Milano che trovano replay anche nel Sud Milano: «Dobbiamo tutelare i nostri cittadini che quotidianamente si recano nel cuore di Milano, all’ombra della Madonnina. Motivo che ci spinge a prendere contromisure per questo provvedimento che penalizza fortemente gli automobilisti» dichiara Maurizio D’Avolio (Ds), sindaco di Rozzano che è uno dei trentadue Comuni della prima fascia. Comuni che non gradiscono il ticket morattiano e che stigmatizzano il silenzio «del sindaco nonostante avessimo chiesto un tavolo di confronto sul trasporto pubblico».
Amministrazioni guidate non solo dalla sinistra: a picchiare duro contro l’Ecopass ambrosiano è, in Provincia, anche il centrodestra. Ad esempio in quel di Seregno, dove il sindaco Giacinto Mariani (Lega) vuole applicare «il principio della reciprocità». «Quel ticket è una gabella medievale. Io e la mia giunta siamo contrarissimi. Ma poiché è cosa fatta non ci resta che applicare il principio della reciprocità: chi da Milano viene nelle nostre zone per lavoro o per svago dovrà aprire il portafoglio».
Nessun dubbio, nessun tentennamento: quello di Milano, in sintesi, è un provvedimento vessatorio, una tassa che porterà nelle casse comunali qualcosa come cinquanta milioni di euro. Il loro ticket è, invece, quello della protesta contro chi, Milano, «sta compiendo troppe, tante scorrettezze istituzionali che ricadono sui cittadini».