I Comuni ricordano le foibe ma è polemica sui relatori

Silvia Villani

Per quasi sessant’anni le foibe sono state una tragedia passata sotto silenzio, ma nel nord Milano «Il Giorno del Ricordo» rischia ora di sollevare un fiume di polemiche. A Cologno Monzese, infatti, sono state messe in calendario due diverse serate per ricordare la morte di centinaia d’italiani, bollati come «nemici del popolo», una organizzata dall’assessore alla Cultura e alla Pace Giovanni Cocciro, l’altra dagli esponenti locali di An. Motivo della discordia, la scelta del relatore da parte dell’amministrazione: Bruno Enriotti, direttore della Fondazione Memoria della Deportazione. Nell’ultima seduta del consiglio, il capogruppo di An Fabio Della Vella ha spiegato che «l’amministrazione, invitando un “esperto della tragedia dei lager”, si dimostra impreparata a parlare dell’eccidio delle foibe». Per questo, il 28 febbraio in via Trento 41 si svolgerà un dibattito con l’assessore milanese e consigliere nazionale dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia, Roberto Predolin. A far discutere anche l’appuntamento cinisellese in calendario per questa sera. «Se da un lato non possiamo che essere soddisfatti del fatto che il Comune voglia ricordare le foibe, dall’altro - afferma Sandro Sisler, consigliere di An - abbiamo qualche perplessità sulla scelta del relatore: Marco Puppini è uno storico ma non super partes». Secondo il centrodestra, infatti, il curatore di Ricordi di combattenti antifascisti che hanno partecipato alla guerra civile spagnola e alla lotta contro il franchismo non è la persona più adatta per ricordare quanto accaduto nei 40 giorni dell’occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e dell’Istria. Come a Cologno, gli esponenti della Cdl minacciano di abbandonare l’aula se la politica prenderà il posto della storia.