I comunisti imparino la nostra democrazia

Egregio dottor Lussana: ancora una volta abbiamo avuto un esempio dalle democrazia esistente e garantita solo a chi osteggia, anche con la forza e nel pieno dell’illegalità, una determinata parte politica e il suo leader, e ha la presunzione che i buoni valori siano solo a sinistra.
Traggo spunto dalla gradita visita di ieri del presidente del consiglio Silvio Berlusconi nella nostra città: in particolare, dalla netta distinzione che si poteva vedere tra chi si era recato al Carlo Felice per sostenere il proprio candidato alle prossime elezioni, nell’assoluta compostezza, con qualche bandiera e nel pieno rispetto dell’ordine pubblico, e chi ha tentato di impedire lo stesso evento, bloccando e insudiciando strade in perfetto stile antidemocratico. Doveroso sottolineare il perfetto lavoro delle forze dell’ordine nell’arginare e permettere che tutto avvenisse regolarmente; altrettanto doveroso sottolineare il silenzio delle istituzioni locali su questi fatti antidemocratici, e la vergognosa propaganda all’insegna della «verità a proprio piacimento» operata dall’informazione locale.
È vergognoso che il presidente del consiglio non possa recarsi liberamente in una città italiana dai suoi elettori; altrettanto vergognoso che i suoi elettori debbano temere per la propria incolumità all’ingresso e all’uscita dal luogo dell’incontro; infine, è scandaloso che il quotidiano locale che si spaccia per super-partes e che vorrebbe rappresentare i genovesi, dia il giorno dopo (in perfetto stile stampa schierata e parte in causa della campagna elettorale) forte ed esclusivo risalto alla «contestazione a Berlusconi» con tanto di immagine di una manifestante ferita alla testa, ponendo l’accento sul raduno spontaneo (mah?!?) di decine di persone anti presidente dimenticando completamente il clima completamente diverso che c’era dall’altra parte della «barricata», del raduno altrettanto spontaneo di un altrettanto ingente e anzi superiore numero di persone, e dello svolgimento di un incontro sereno e ricco di tematiche reali e non demagogiche.
Ricordo ai dirigenti di quel quotidiano fazioso che nessuno dei partecipanti presenti alla kermesse di Forza Italia si sognerebbe mai di andare a oltraggiare allo stesso modo la sacrosanta libertà di espressione di qualunque leader della compagine antagonista. Questa è democrazia.