I Comunisti rimpiangono il Natale «illuminato»

Niente luminarie natalizie in centro città, nessun concerto in piazza né discoteca al Porto Antico. L’austerity imporrebbe tagli al Comune di Genova «a partire proprio dalla notte di Capodanno». Una dichiarazione rilasciata tempo fa dalla consulente del sindaco alla promozione della città Margherita Rubino che in sostanza le fa guadagnare uno stipendio senza dover nemmeno lavorare visto che la sua delega imporrebbe di realizzare eventi per la città proprio nei momenti clou dell’anno mentre nella feste natalizie Genova rimarrà spenta. Notizia che non passa inosservata al gruppo di «Comunisti- Sinistra popolare», i comunisti guidati a livello nazionale da Marco Rizzo sempre più presenti nel dibattito politico genovese che ieri hanno deciso di replicare alla provocatoria dichiarazione della consulente del sindaco. Delega della consulenza che, per altro, è assegnata anche all’assessore Andrea Ranieri: due stipendi sostanziosi e città al buio.
Così, Marco Traverso segretario del comitato provinciale dei comunisti attacca: «Dia l’esempio». Esempio di cosa? «Sia la prima a partecipare ai tagli - tuona Traverso -. Verrebbe da ridere se non si soffrisse per le parole della Rubino, parole che naturalmente esprimono l’incredibile, sfacciata inconsapevolezza di chi i “sacrifici” proprio non li fa mai. Noi comunisti chiediamo alla Rubino di cominciare a farli lei i sacrifici, rinunciando alla consistente remunerazione che riceve dal Comune per un’attività di consulenza che, ai nostri occhi, appare superflua e costosa molto più della spesa per le luminarie cittadine». Anche perché non si capisce cosa possa fare dietro la scrivania una consulente che spiega a priori di non voler organizzare nulla: «Ricordiamo alla “consulente” che soldi pubblici sono quelli che lei stessa toglie alle casse della collettività. Dia l’esempio. I cittadini, consapevoli, sapranno seguirli».