I comunisti russi accusano la sexy Bond girl ucraina: "Tradimento"

L'ultimo fronte della Guerra fredda. Olga Kurylenko è nata in Crimea e nell’ultimo 007 aiuta la spia di sua maestà a portare a termine una missione segreta. Per il partito Cia e Mi6 finanziano le pellicole in funzione anti-Mosca

L’Unione Sovietica non c’è più, ma l’agente 007 continua a non venir digerito dai comunisti russi duri e puri. Quantum of Solace, l’ultimo film su James Bond, ha sollevato le ire dei nostalgici della falce e martello di San Pietroburgo. Pardon, Leningrado, secondo la toponomastica dei nipotini dell’Urss. Non se la prendono con il più famoso agente di sua maestà britannica inventato da Ian Fleming, ma con la Bond girl che lo affianca, la bella Olga Kurylenko.
La sua sfortuna è avere visto i natali a Berdyansk, non lontana dalla Crimea, ai tempi di Breznev, 28 anni fa. «Tradimento» è l’accusa senza appello dei comunisti nei confronti della povera Olga. Sul sito della fazione del partito di San Pietroburgo si accusa l’attrice di collaborare con il temibile 007 «assassino di centinaia di sovietici e loro alleati». Secondo loro, James Bond «ha lavorato per decenni agli ordini dell’ex premier britannico Margaret Thatcher e dell’ex presidente americano Ronald Reagan per distruggere l’Unione sovietica». Forse non sanno che 007, interpretato dal mitico Sean Connery, in un grande successo come «Dalla Russia con amore» o da Roger Moore nella «Spia che mi amava», si alleava con bellissime agenti sovietiche. Nell’ultimo film la Kurylenko si innamora immancabilmente di Bond e lo aiuta nella missione di fermare un pazzo che vuole controllare tutte le risorse del pianeta.
A San Pietroburgo, Sergei Malinkovich, leader del partito comunista locale, non teme il ridicolo. «Tutti sanno che la Cia e l’MI6 hanno finanziato i film di James Bond come operazione speciale di guerra psicologica contro di noi», ha dichiarato Malinkovich al Times di Londra. Il quotidiano inglese annunciava la parodia della Guerra fredda lanciata contro Quantum of Solace. Malinkovich incalza sostenendo che se l’attrice originaria della Crimea «va a letto con Bond significa che l’Ucraina fa lo stesso con l’Occidente». Secondo i comunisti «l’Unione Sovietica ha garantito un’educazione e la crescita senza spese» della Kurylenko. «Nessuno poteva immaginare che saresti stata capace di quest’atto di tradimento morale», ovvero di recitare come Bond girl, si legge sul sito del partito di San Pietroburgo. La faccenda si fa più attuale quando chiedono alla Kurylenko: «Come puoi abbandonare la tua patria in questo momento? Vuoi veramente che le donne della Crimea siano violentate dagli stupidi marine americani? Dov’è il tuo patriottismo?». La sparata fa riferimento al braccio di ferro in corso fra Russia e Ucraina e alle tensioni alimentate dal conflitto estivo in Georgia. La flotta di Mosca resterà all’ancora in Crimea fino al 2017. Però il presidente ucraino, Viktor Yushchenko, non intende rinnovare l’accordo e vuole aderire alla Nato. Una decisione considerata come un atto di guerra dal Cremlino.
Il partito comunista rimane la seconda formazione della Duma, il Parlamento russo. Malinkovich e i suoi, a San Pietroburgo, rappresentano una fazione scissionista, che però si fa sentire nella seconda città del Paese. Secondo il Times i duri e puri della stella rossa concedono ancora una possibilità alla Bond girl venuta dall’Ucraina. 007 è interpretato per la seconda volta dall’attore Daniel Craig, dopo il successo di Casinò Royale. «Fallo confessare i piani preparati dal Pentagono e da Hollywood per screditare la Russia e infilare un cuneo fra i popoli russo e ucraino» chiedono. Non è chiaro se la Bond girl debba usare le «honey trap», le trappole dell’amore utilizzate dal Kgb, ammaliando Craig. Oppure un robusto interrogatorio alla Lubianka, la mitica sede dei servizi sovietici e russi, come ai vecchi tempi.
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