Ma i comunisti si dissociano: «Le leggi speciali ci sono già»

Diliberto: «Relazione deludente». Giordano: «Non vanno rinfocolate crociate antislamiche»

da Roma

Dev’essere stato il passaparola che circolava ieri tra le file dei deputati unionisti: «Pisanu ha bisogno della nostra sponda per mettere nell’angolo la Lega e costringere il Tesoro a tirar fuori i soldi». Fatto sta che al termine del suo discorso «di buon senso democristiano» (commento di Mastella), ovvero «abile discorso da politico della prima Repubblica, mio allievo!» (Francesco Cossiga), sul titolare del Viminale è calata una cortina fumogena. Profumo d’incenso e vaghi sentori d’Ulivo. Molto fumo e poco arrosto, perché tra l’entusiasmo del mariniano Beppe Fioroni, «Pisanu ottimo nel metodo e nel merito», e il realismo del verde Alfonso Pecoraro Scanio, «Pisanu ha messo fine alle barzellette dei leghisti, ma oltre alle parole servono anche le risorse», c’è di mezzo il mare dell’Unione. Lo spirito bipartisan trova sulla sponda della sinistra radicale fiera opposizione, su quelle della Quercia astuti annusamenti, dalle parti della Margherita e Mastella disponibilità assodata. Il rutelliano Gentiloni apprezzava il bicchiere mezzo pieno, «importante lo spirito unitario», prima di quello mezzo vuoto, «ora bisognerà vedere se ci saranno risorse nel Dpef e nella Finanziaria...». E il popolare Castagnetti faceva di meglio invocando «più unità nazionale», grato per la «richiesta di suggerimenti alle opposizioni» fatta dal ministro.
Ma se quasi nessuno, nei corridoi, vedeva possibile un coinvolgimento dell’opposizione («dovremmo essere matti!»), almeno sul piano della politica la giornata di Pisanu alla Camera è stata un successone. Giusto il riferimento ai Cpt per gli immigrati suscitava qualche reazione da parte di rifondatori, comunisti e verdi e un qualche imbarazzo nel presidente della Margherita, Parisi («Quel riferimento ai Cpt non è pertinente»). Il leader ds Fassino andava invece in sala stampa per dichiarare «ragionevole e sensato» l’intervento di Pisanu e lodare l’«archiviazione» delle leggi speciali: «Valuteremo le proposte concrete del governo quando saranno presentate e in quella sede avanzeremo ulteriori proposte per concorrere alla sicurezza dei cittadini, che è una priorità assoluta».
Dalla Quercia le ampie aperture di credito pubblico si univano a scarso credito privato, visto che il «limpido e rapido confronto nelle aule parlamentari» (Violante) è (o dovrebbe essere) la norma. In questo caso, visti i tempi serrati richiesti dalla conversione di un decreto anti-terrorismo, molti ds si chiedevano come il governo potrebbe condurre in porto il provvedimento prima della pausa estiva, in contemporanea con la contestatissima legge ex Cirielli. «Rischiano grosso», convenivano tra di loro un drappello di dalemiani. «E se la Lega non vota le misure di Pisanu, sono nelle mani dell’opposizione...».
Allo spirito bipartisan e all’encomio di Pisanu si sottraeva il leader comunista Diliberto. «Una relazione molto deludente, Pisanu ha ben chiara la rilevanza della situazione ma non ha fornito risposte adeguate. C’è stata solo un’esaltazione dei Cpt, che sono dei lager... Il raddoppio del fermo di polizia da 12 a 24 ore è un fatto enorme, altro che niente leggi eccezionali». Una posizione condivisa da Rifondazione, che con Graziella Mascia e Giuliano Pisapia criticava il discorso nel merito. Giusto il rifiuto alle leggi speciali, giusta l’analisi del terrorismo, però «non si parte da zero e alcune norme anti-terrorismo ci sono già». Il terrorismo «va combattuto a fondo - diceva Franco Giordano -, ma sono sbagliate e pericolose iniziative che tendono a rinfocolare crociate anti-islamiche».