I comunisti vogliono togliermi la casa che mio padre si sudò

Caro Giornale,
alcuni mesi fa, l’elegantissimo Fausto Bertinotti, dandy della politica italiana, disse che se vincerà le elezioni del 2006 toglierà la seconda casa ai legittimi proprietari. In quella occasione ricevette il plauso del suo campagno Cossutta che lo spalleggiò dicendo: finalmente un vero comunista!
Sentendo questi discorsi alla tv, mi tornò alla mente mio padre uomo probo, «maestro del lavoro»
Fu impiegato in una ditta milanese, ove lavorò per lunghi anni facendosi onore. Con i suoi sudati risparmi, comprò una casetta in compagna per lasciarla a me, sua unica figlia.
Quando egli morì, pagai l’iniqua tassa di successione applicata dal governo di sinistra, un balzello non indifferente per le mie tasche di pensionata.
Ora mi domando «come può una persona ragionevole ed onesta dare il voto a questa gente?»
Rispettosi ossequi