Al via i Concerti della domenica

Pagine della Vienna di Haydn e Mozart per il primo appuntamento nell’interpretazione dell’Ensemble Duomo

Con l’Aida scaligera se n’è parlato a tal punto da suscitare l’invidia di alcuni colleghi di palcoscenico pronti a rilasciare dichiarazioni al curaro. Debolezza comprensibile, del resto: ore ed ore di canto, fatiche inverosimili, e poi arriva lui, una manciata di minuti di danza e monopolizza la scena strappando gli applausi più convinti. A tratti, la cornice del ballo s’è mangiata il quadro, cioè l’opera stessa. Senza contare il corredo di interviste e di servizi a pioggia apparsi su carta stampata e tv.
Probabilmente è il ballerino Roberto Bolle, étoile della Scala, l’artista del momento incoronato una volta per tutte con l’Aida e poi lo Schiaccianoci scaligeri. Naturale che la rassegna ai Filodrammatici «I concerti della domenica» pensasse a lui, quest’anno, per il premio Milano per la musica, un riconoscimento che in diciassette anni ha saputo coinvolgere nomi illustri del mondo dell’arte, da Carlo Maria Giulini a Carla Fracci, Mirella Freni, Riccardo Chailly, Salvatore Accardo, Ennio Morricone, Lorin Maazel, Josè Carreras. Consegna del premio il 1° aprile, quindi agli sgoccioli di una rassegna di nove concerti che prende il via questa mattina alle consuete ore undici.
La macchina dei Concerti della domenica è ben rodata: immutato il giorno (domenica), ora (11), luogo (Filodrammatici), target degli ospiti. Ma anche la filosofia di concerti legati a un’idea di viaggio virtuale, nel tempo e spazio. Idea cara all’anima della rassegna, il chitarrista Roberto Porroni. Si parte questa mattina con una Domenica a Corte nel Settecento, questo il titolo dell’appuntamento, con l’Ensemble Duomo (chitarra, flauto, violino, viola, violoncello) impegnato in pagine della Vienna di Haydn e Mozart, e della Madrid catalizzata dall’italiano Luigi Boccherini. In più, la curiosità di un Quintetto inedito con chitarra di Sussmayr che l’Ensemble propone in prima esecuzione moderna.
La domenica seguente si bussa alla porta di una musicalissima famiglia come quella dei Bach, esplorata dai flautisti Davide Formisano (primo flauto dell’orchestra scaligera) e Jean-Claude Gerard, con Philipp Moll alla tastiera. Dal barocco di Bach al jazz italiano di Giorgio Gaslini che con la cantante Laura Conti proporrà un seguito di due prime esecuzioni milanesi.
Teatro alla Scala che poi ritorna ai Filodrammatici, pur a ranghi ridotti, con Luisa Prandina, prima arpa del Piermarini, e il Gaudeamus Ensemble per un programma della Parigi del primo Novecento. Si “viaggia” nel Brasile di Villa Lobos e Jobim (4 marzo) e nell’Argentina di Piazzolla... ma non solo (11 marzo).