I condizionatori «folli» creano disagi su treni e mezzi pubblici

Erika Falone

Difficile mettere tutti d'accordo sull'aria condizionata.
Il ricordo della rovente estate 2003 ha portato molti a «condizionarsi» per tempo, per non farsi trovare impreparati alle alte temperature. Il mese appena trascorso ha regalato giornate tutt'altro che miti. Ma, adesso, con la previsione di un ritorno delle giornate calde, il popolo degli accaldati ancora si divide sul fronte del «freddo artificiale».
L'aria condizionata è ormai ovunque. Dai supermercati ai negozi a dettaglio. Dai treni agli autobus. Sui mezzi Amt, rispetto agli anni scorsi, la situazione è migliorata. È aumentato il numero di autobus climatizzati, proprio per far fronte ai trenta e passa gradi dei giorni scorsi. Peccato che su molti autobus ce ne siano quasi dieci in meno. Da far venire la pelle d'oca. «Ho fatto una corsa per prenderlo e adesso mi trovo immersa in quest'aria gelata - dice una signora sul numero 42, che da via Isonzo arriva in piazza Fontane Marose -. Come minimo mi aspetta un bel raffreddore».
Il numero dei mezzi in circolazione è dimezzato, nel periodo estivo. Cosa che costringe gli utenti a lunghe attese sotto il sole cocente. «Meno male che c'è l'aria condizionata - fa eco un signore - Anche se alcuni autobus, quelli più vecchi, sono rimasti ancora senza». Difficile mettere tutti d'accordo. Con buona pace dell'autista di turno, bersaglio unico di tutte le lamentele.
Al di là di un problema di termometro - troppo alto o troppo basso - gli autobus sembrano essere stati preparati al gran caldo meglio degli anni scorsi. Troppo spesso, però, capita di trovare mezzi condizionati con i finestrini aperti. Risultato: bus caldo e un gran dispendio di energia.
Se dall'autobus, poi, si deve scendere per andare a predere un treno, il viaggio nell'aria condizionata è appena all'inizio. I treni metropolitani, quelli che collegano Voltri con Nervi, solitamente stracolmi di pendolari, hanno i finestrini sigillati. Il Taf - treno ad alta frequentazione - non può neppure partire se non funziona l'aria condizionata. «Che alcune mattine è veramente gelida - lamenta un pendolare -. Ma dopo qualche minuto ci si abitua alla temperatura».
Per gli altri treni «comuni», quelli che viaggiano al di fuori degli orari di punta, la situazione è diversa. Molto spesso l'aria condizionata non funziona affatto. Dove funziona, l'acqua dell'impianto di climatizzazione gocciola sui sedili, rendendoli inutilizzabili. Eppure c'è chi l'aria condizionata la cerca proprio, quando in casa non si riesce a respirare: «Non vedo l'ora di scendere nel supermercato sottocasa - ammette la signora Franca -. Con la scusa della spesa, mi faccio un giro al fresco. In casa fa troppo caldo».
Attenzione però alla salute. Sì, perchè il vero problema dell'aria condizionata è la differenza di umidità: il freddo climatizzato è «secco». Vero è che spesso si tende ad abbassare un po' troppo il termometro, provocando così uno sbalzo di temperatura eccessivo tra interno ed esterno.