I confederali «Il manager parla come uno straniero e umilia gli operai»

L’ad Sergio Marchionne parla «come se la Fiat fosse una multinazionale straniera che deve decidere se investire in Italia», attacca Giorgio Airaudo, della Fiom Cgil. Anche gli altri sindacati, con sfumature e toni diversi, non apprezzano le parole dell’ad della Fiat. «Marchionne - osserva Rocco Palombella (Uilm) - deve evitare di continuare a umiliare gli operai». Apprezzabile, però, per Bruno Vitali (Fim) «l’idea di monetizzare l’incremento di efficienza».