I conflitti d’interesse del professore che fa le prediche contro Berlusconi

Controllori e controllati. Corte dei conti, Consiglio di presidenza, cioè il Csm della magistratura contabile. Qui le regole si fanno rispettare, ma non si rispettano. Capita infatti che uno dei due membri eletti dal Senato, l’avvocato Beniamino Caravita di Toritto, da aprile, e cioè da quando è entrato nell’alto organismo, viva, per usare il linguaggio che userebbe lui, «contra legem». Per la precisione la numero 195 del 24 marzo 1958, che dice così: «I componenti eletti dal Parlamento, finché sono in carica, non possono essere iscritti negli albi professionali». Peccato che Caravita risulti regolarmente iscritto, al contrario dell’altro eletto da palazzo Madama, Angelo Pandolfi.
Il caso è esploso quando il Riformista ha pubblicato un intervento del professor Caravita, firma «emergente» del centrosinistra nonostante per il prestigioso incarico sia stato indicato dal centrodestra. Tema: «I cinque handicap politici che frenano Berlusconi». Svolgimento: uno su tutti, il conflitto d’interessi. Quando si dice la pagliuzza e la trave. Toni che nemmeno più la sinistra, quella rimasta fuori dal Parlamento, prosa da arringa in aula di tribunale: «Mentre finora egli (Berlusconi, ndr), era riuscito a governare sfruttando il conflitto di interessi, “galleggiando” sulla commistione tra gli interessi politici e quelli economici che attorno a lui ruotano, da oggi in poi, essendosi creata una situazione di sua maggiore debolezza, rischia di essere “divorato” proprio dal conflitto d’interesse». Il tutto mentre il premier, poiché «controlla, attraverso Parlamento e governo, anche le televisioni pubbliche», ha «aggravato la frattura» fra classi dirigenti, «informate e formate dalla stampa» che «in larga misura è schierata contro» di lui, e «le masse popolari», che invece, ignorantone, guardano solo la tv, schierate «in suo appoggio». Apriti cielo.
«Nulla vieta al professor Caravita, da noi votato per l’alta funzione, di discettare dei presunti handicap del premier, ma ciò che balza alla mente è se l’avvocato Caravita, professore e consigliere di presidenza della Corte dei conti, abbia almeno pensato ai suoi problemi di conflitto d’interessi» ha messo nero su bianco in una nota il senatore Pdl Mario Mantovani. Caravita fa parte del Foro di Roma, il suo studio legale ha sede anche a Milano. Si occupa, a proposito di conflitti, «di diritto costituzionale, amministrativo, tributario, contabile e commerciale, con specifiche competenze nei settori del diritto della concorrenza, del diritto regionale, sanitario, nonché nelle materie dei lavori pubblici, dell’ambiente e delle telecomunicazioni», come da sua biografia. La questione non è di poco conto, visto che il consiglio della Corte dei conti è organo «giudicante» nelle stesse materie. E infatti in Senato un’interrogazione, a firma Pd, segnala che la mancata sospensione dall’albo pone un problema grave, che incide «sulla piena e reale autonomia dei magistrati della Corte dei conti».