I coniugi assassini si incontrano in carcere

Proseguono le polemiche sugli scatti al funerale. Il fotografo Corona: «Avevo il permesso di Azouz». Il tunisino: «Non ho venduto l’esclusiva»

da Como

Dopo due settimane di carcere nel più assoluto isolamento, anche nel timore di qualche vendetta ordita dal popolo delle carceri, Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi di Erba arrestati e rei confessi per la strage di via Diaz, hanno ottenuto dal pm l'autorizzazione a vedersi. L'incontro avverrà probabilmente già oggi nel carcere comasco del Bassone dove si trovano dal giorno dell’arresto. La richiesta era stata presentata in Procura dal legale della coppia, l'avvocato Pietro Troiano, ed era stata fatta espressamente dai due coniugi al termine degli snervanti e drammatici interrogatori nei quali avevano confessato di avere commesso l'eccidio. L'autorizzazione è stata concessa dal pubblico ministero, trattandosi di detenuti in regime di isolamento, ancora in attesa di giudizio. Tecnicamente, sarà come una visita parenti: Olindo Romano e Rosa Bazzi si vedranno nella sala colloqui, e potranno parlarsi faccia a faccia, seduti a un tavolo, senza ostacoli o vetri fra di loro.
Intanto continua la polemica per le immagini e i filmati «indebitamente procurati in luogo non aperto al pubblico», che sarebbero stati realizzati durante la veglia e il funerale di Raffaella Castagna e del figlio Youssef che si sono svolti tra lunedì notte e l’altro ieri in Tunisia. Per quelle foto la famiglia Castagna ha diffidato l'agenzia di Fabrizio Corona che avrebbe eseguito i servizi. La diffida è stata inviata all’agenzia Coronàs e a Fabrizio Corona, coinvolto di recente nello scandalo di Vallettopoli, dagli avvocati di Carlo Castagna, dei figli Pietro e Giuseppe e della nuora Susanna. La richiesta, rivolta anche a «eventuali soggetti terzi a loro collegati», è quella di «non commercializzare, pubblicare e comunque diffondere dette immagini».
Al centro della querelle anche Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre di Youssef, due delle quattro vittime della strage.
Il ventiseienne tunisino si è difeso, smentendo recisamente, dall’accusa di avere venduto per 15mila euro l’esclusiva delle immagini riprese nell'abitazione in Tunisia dove era in corso la veglia funebre. Marzouk nega ogni contatto con i paparazzi. «Non è vero - spiega Azouz tramite il suo legale, Pietro Bassi - quello che la stampa italiana sta dicendo. Al rito funebre erano presenti diversi fotografi e io non ho concesso nessuna esclusiva. «Il signor Marzouk non ha mai firmato alcun contratto con il fotografo Fabrizio Corona», prosegue Bassi. «Non escludo - aggiunge l'avvocato Bassi - che il mio assistito possa aver raggiunto un accordo verbale, ma escludo nel modo più assoluto che vi sia stata una intesa a base di denaro».
Lo stesso Corona, intervistato da Striscia la notizia ha negato di aver pagato quella somma per avere la possibilità di avere particolari scatti, ammettendo di essere autorizzato per le sole immagini di Azouz. Secondo Corona sono state realizzate foto per un servizio «che apparirà su un noto settimanale e diverso da tutti quelli finora usciti». Corona non si scandalizza per la sua scelta: «Faccio il mio mestiere come tutti i bravi giornalisti dei tg e dei giornali. Non mi scandalizzo - ha aggiunto - se per il signor Marzouk si possano aprire le porte del mondo dello spettacolo. Da una disgrazia perché non deve avere la possibilità di rifarsi una vita».