I consigli per difendersi dalle truffe

La prima «mossa» è fondamentale, anche nella ricerca di un alloggio. «Se è meglio la bacheca o l’agenzia immobiliare? Io consiglio ai ragazzi di fare un giro a piedi nella zona dove vogliono vivere per controllare i cartelli con la scritta “affittasi” sui portoni - racconta Carmela Rozza, segretario del Sunia, il sindacato inquilini -. E dopo una trentina di telefonate si potrà dire di aver fatto una prima selezione. Lo studente dovrà chiedere se sta parlando con un privato o un’agenzia immobiliare, in quest’ultimo caso il costo del servizio (se l’agenzia è seria non chiede più del 10-15 per cento) e naturalmente le condizioni dell’affitto: durata e tipo di contratto, canone e spese». Qui potrebbero iniziare le insidie. «Va chiesto quali e quante sono le spese. Il proprietario potrebbe fissare un affitto basso e recuperare sulle spese».
C’è poi la questione del contratto («da chiedere sempre, tutela anche il padrone di casa»). Esiste un apposito «modello» per studenti quasi mai sottoscritto. Il proprietario propone di solito un contratto di mercato di 4 anni più quattro. «Si deve chiedere di inserire la possibilità di rescindere, dando un preavviso, in ogni momento. Altrimenti, chi va via paga la penale. Se il proprietario si oppone? Quelli seri di solito accettano. E non bisogna mai firmare lettere di disdetta anticipate», ricorda l’esperta.
C’è poi il problema dell’intestazione. «C’è chi chiede di fare il contratto a nome dei genitori o di uno solo degli studenti: è rischioso», spiega. Nel contratto ci devono essere i nomi di tutte le persone che vivono nella casa. «Se l’intestatario è uno solo e si finisce in tribunale, questo passa automaticamente dalla parte del torto perché figura come sub-affittuario, a meno che, caso raro, non lo consenta il contratto medesimo». Stesso discorso in caso di «rotazione» degli inquilini: chi va via dalla casa pretenda di essere cancellato, chi subentra deve essere citato nell’accordo. Se la casa è ammobiliata, poi, di solito si stila l’elenco degli oggetti presenti. «Chiedete di mettere anche la data di esistenza e di scrivere che l’inquilino non risponde in caso di guasto per usura».
Attenzione, infine, ai contratti truffa. «Nel testo non si deve mai dire che le spese di manutenzione straordinaria sono a carico dell’inquilino», dice Carmela Rozza. «Non bisogna avere fretta - conclude-. Gli studenti chiedano il contratto e, prima di firmarlo, lo facciano leggere a un esperto. Se il proprietario non lo dà? Brutto segno, meglio cercarne un altro».