I CONSIGLI DI EVI CROTTI Brutta scrittura sotto accusa

Molte mamme mi scrivono preoccupate per la grafia dei loro figli, "brutta" secondo alcuni insegnanti

Ci sono molte mamme che mi scrivono preoccupate per la grafia dei loro figli che viene definita da alcune insegnanti "brutta" o illeggibile e quindi di difficile lettura.

Esempio: la scrittura di Paolo

Non esiste una scrittura bella o brutta: essa è da un lato espressione di apprendimento scolastico e dall'altro registra ciò che proviamo dentro ossia il mondo delle nostre emozioni, dei sentimenti e dei disagi. Occorre anche tener presenti i fattori culturali che possono modificare alcuni segni nella grafia. Oggi, ad esempio, la grafia assume modelli di riferimento diversi: dallo stampatello alle forme fortemente tondeggianti, da quelle schiacciate orizzontalmente a quelle con lettere addossate le une alle altre, dalla scrittura fortemente adagiata a quella nervosa al punto da risultare illeggibile.

Sono tutti modi che esulano dall'apprendimento scolastico per esprimere invece un modo irripetibile di essere di ogni persona. E' così che la scrittura diventa un vero e proprio test della personalità. Seguendo tutto il processo evolutivo del ragazzo ne deduce i vari passaggi positivi e negativi, coglie le motivazioni di interessi e disagi. Non è con le "frasi killer" che si aiuta un ragazzo a scrivere meglio. Solo se egli si sente capito e se noi sappiamo trasmettergli il senso della scrittura come strumento di comunicazione.

Mi scrive una mamma a proposito della sua bambina di 7 anni: ".. la questione della scrittura della bambina mi preoccupa … poiché le insegnanti dichiarano che ella ha una pessima scrittura".

Esempio: la scrittura di Cecilia

Come si può dire di questa scrittura che è brutta. Semmai è molto tesa poiché la bimba vuole imparare tutto subito e bene. Le saldature, cioè i collegamenti forzati, apposti o ritoccati tra le lettere, sono proprio indice del disagio e della tensione che la bimba dimostra nello strutturare una motricità che deve ancora trovare il suo assestamento.

Sta aumentando nei ragazzi la disgrafia, segnale oggi più che mai di una non corretta impugnatura e di sollecitazioni esagerate a livello neuromotorio. Le cause sono da ricercare nell'eccessiva diffusione di strumenti che non favoriscono la motricità fine, per intenderci quella che si utilizza nello scrivere in corsivo. Anche l'uso del computer impone un uso diverso delle dita che devono solo pigiare su dei tasti invece di coordinare movimenti finalizzati all'armonia del gesto grafico. Escludendo le situazioni a matrice clinica, si può concludere che la maggior parte delle disgrafie può essere corretta con una giusta "Educazione alla scrittura" che il nostro Centro da anni porta avanti con notevoli successi, senza penalizzare con giudizi negativi i ragazzi.

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