I consigli per investire sul mercato americano

Parola d'ordine: cautela. Almeno fino al prossimo autunno, «quando le elezioni americane potrebbero aprire una nuova fase, più sostenibile, per i mercati finanziari e per la crescita mondiale». Per ora, quindi, meglio navigare a vista, «valutando bene ogni rischio», suggerisce al popolo dei risparmiatori una delle voci più autorevoli in materia: Fabio Basagni, presidente di «Actinvest Group» di Londra, ospite del salotto finanziario organizzato da Banca Carige e dalla banca milanese Cesare Ponti a Como, dove Carige in seguito all'acquisizione di 19 sportelli dal gruppo Intesa San Paolo è divenuto il secondo gruppo bancario della Provincia con cinquantamila clienti. «I mercati finanziari nel 2008: passaggio critico, ma il mondo non finisce qui», il titolo dell'incontro al quale hanno portato il proprio contributo Carlo Arzani, vice direttore generale vicario di Carige e Andrea Ragaini, amministratore delegato della Cesare Ponti, che da quattro anni fa stabilmente parte del gruppo Carige. Che cosa riserveranno i mercati finanziari ai risparmiatori e alle famiglie italiane? L'aumento del prezzo del petrolio, ma anche dell'oro e delle materie prime (alimentari e industriali) ha già avuto un riflesso immediato sull'inflazione mondiale (5,4 per cento medio). Per il resto del 2008 e probabilmente per tutto il 2009 in Europa, Asia e America - secondo il direttore della società di analisi finanziaria londinese, membro del «Royal Institute of international affairs» - bisogna attendersi una fase di recessione che già si avverte negli Stati Uniti, dove il mercato immobiliare negli ultimi sei mesi è crollato del 50 per cento.
«Ma per investire case in Usa aspetterei la fine dell'anno quando, con un candidato forte alla presidenza americana, i mercati finanziari volteranno pagina e si aprirà una fase meno turbolenta di quella attuale».