I consigli di Tremonti: "L'investimento migliore è in Bot e Cct italiani"

Il ministro: &quot;La situazione del nostro Paese è solida. Rischio Argentina alla fine della crisi? Non per noi&quot;. Ecco perché <a href="/a.pic1?ID=311823" target="_blank"><strong>conviene puntare sui nostri bond</strong></a>

Roma - «Comprate i titoli di Stato italiani e non state a credere ad altri. Sono titoli sicuri, sono la cosa migliore del mondo». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ospite ieri di Porta a porta ha voluto rassicurare i cittadini sulla solidità finanziaria del sistema-Italia garantendo in prima persona non solo sulla sostanziale tenuta dei conti pubblici a fronte della crisi finanziaria globale, ma anche sull’opportunità offerte ai risparmiatori dai nostri Bot e Cct. Tremonti ha quindi invitato a «comprare titoli di Stato, perché sono semplici» e, soprattutto, presentano meno difficoltà di comprensione rispetto ad altre emissioni analoghe delle quali molto spesso si fatica a riconoscere i rischi connessi.

«Alla fine della crisi l’Argentina saranno gli altri. L’Italia ha in sé elementi di grandissima forza, se restiamo insieme e uniti». Il ministro ha inoltre ribadito che il nostro Paese non corre assolutamente il rischio default, ossia l’impossibilità di onorare i debiti con i sottoscrittori di titoli emessi dallo Stato. «Il debito pubblico è assolutamente solido. La Repubblica italiana garantisce anche per quel debito», ha sottolineato Tremonti stigmatizzando come «inqualificabile» il comportamento di alcuni quotidiani che ieri hanno paragonato la situazione italiana a quella argentina giocando sulle dichiarazioni del ministro del Welfare Sacconi.

«Non c’è un altro Paese al mondo dove succedono queste cose», ha tagliato corto. D’altronde, il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria riunitosi ieri a via XX Settembre alla presenza dello stesso ministro e del direttore generale di Bankitalia Saccomanni (il governatore Draghi era a Bruxelles per la riunione della Bce) ha confermato che il sistema finanziario italiano si conferma «sostanzialmente solido». E, come ha aggiunto Tremonti, «per fortuna, finora non abbiamo avuto crisi e rischi di fallimento nel sistema bancario e Bankitalia ha sempre escluso evidenze di questo tipo». Tremonti ha pure escluso l’adozione di politiche anti crisi che deroghino al rigore finanziario: niente allentamento dei parametri di Maastricht perché «nessuno sfonda, in quanto poi i costi ricadono sui cittadini».

Il ministro ha ripetuto che il problema dell’Italia è «il debito pubblico troppo grande», per questo motivo «non è il momento per spendere di più in deficit» confidando nel fatto che «dopo la crisi saremo più forti e meglio orientati di prima». Dopo aver plaudito al taglio dei tassi di 75 punti base operato dalla Bce («Va nella giusta direzione»), il titolare del Tesoro ha voluto ricordare che ulteriori benefici ai cittadini proverranno anche dalla recente discesa dei prezzi dell’energia. «Con il petrolio che scende i conti dicono che le famiglie risparmieranno 2mila euro all’anno», ha osservato rilevando che i due fenomeni determineranno contestualmente una diminuzione del costo delle bollette e una minore spesa per le rate dei mutui.

L’importante, però, è non perdere la fiducia. «Dobbiamo smettere di martellarci noi stessi. Abbiamo una forza economica enorme e famiglie molto solide», ha commentato. Allo stesso modo, Tremonti ha difeso la validità delle misure adottate nel pacchetto anti crisi aprendo alla possibilità di altre misure di sostegno all’economia e alle famiglie se verranno recuperate le risorse. Nel decreto legge, ha affermato, «ci sono già molte misure di sostegno, ce ne saranno altre perché il mondo che vediamo davanti è difficile» purché, ovviamente, si trovino i soldi. Prioritari saranno gli interventi a favore dei più bisognosi, ha confermato annunciando che «le poste, dopo 36 ore di attività, hanno attivato 60mila posizioni sulla carta acquisti», ovvero la social card.

E i 40 euro al mese di dotazione non sono affatto esigui. «Una settimana te la sfanghi, magari andando al supermercato con lo sconto. Stiamo parlando di famiglie con 516 euro al mese e 40 euro al mese sono un forte aumento», ha dichiarato. Il governo, inoltre, ha intenzione di vigilare sugli aumenti del prezzo del pane e della pasta. «Non ho capito perché il pane e la pasta continuano a salire, ma è un abuso che stiamo cercando di capire. In tutto il mondo scendono mentre in Italia continuano ad aumentare», ha detto.

Dopo questi primi interventi un obiettivo preciso è già definito. «C’è ancora molto da fare sui risparmi della spesa», in particolare per la sanità dove pesano «le voci malavita e cattiva spesa», ha chiosato Tremonti ricordando come nel Meridione «si spendono più soldi e si hanno meno servizi».