I consiglieri in Regione tutti (o quasi) promossi per la busta paga

Solo quattro eletti su quaranta non sono capigruppo o ai vertici delle commissioni

(...) «Todos caballeros», non solo ad Alghero, colonia catalana promossa sul campo da Carlo V, ma anche in via Fieschi. Di «peones» senza gradi (e con stipendio base) in Regione ne sono rimasti in realtà soltanto 4 su 40, mentre il quinto appena degradato è in attesa di nuovi galloni.
A nessuno, insomma, si nega almeno una vice presidenza di commissione, che a fine mese frutta circa 900 euro in più. Alla categoria dei vice presidenti appartengono Matteo Marcenaro, Matteo Rosso, Pietro Oliva (appena entrato in sostituzione del senatore Franco Orsi) e Gino Garibaldi, tutti di centrodestra. Lo scatto superiore, quello che alza lo stipendio di circa 1500 euro (in realtà si tratta di aumenti percentuali) è previsto, più o meno alla pari, per i presidenti di commissione e per i capigruppo. E qui entrano in gioco molti consiglieri di maggioranza. Alla guida dei rispettivi gruppi in aula sono ben in 15, sei di minoranza (Gabriele Saldo, Gianni Plinio, Francesco Bruzzone, Nicola Abbundo, Gianni Macchiavello e Angelo Barbero) e 9 di maggioranza (Michele Boffa, Tirreno Bianchi, Marco Nesci, Franco Bonello, Cristina Morelli, Carmen Muratore, Roberta Gasco, Luigi Patrone e Giovanni Battista Pittaluga). Mentre a capo delle commissioni prendono il gettone un po’ più pesante Moreno Veschi (Pd), Ubaldo Benvenuti (Pd), Nino Miceli (Pd), Giacomo Conti (Rifondazione), Luigi Cola (Pd), Carlo Vasconi (Verdi), Alessio Saso (An) e Minella Mosca (Pd). Siccome le indennità di carica non sono cumulabili tra loro, ovviamente ogni consigliere sceglie quella più conveniente. Ad esempio Francesco Bruzzone della Lega sceglie quella da capogruppo piuttosto che quella da vice presidente della 5° commissione. Chi finora poteva scegliere quella da capogruppo e che presto potrebbe essere chiamata ad «accontentarsi» di quella da vice presidente c’è Roberta Gasco dell’Udeur, che cederà la guida del gruppo a Fabio Broglia (già ex leader dell’Italia di Mezzo, monogruppo non più tollerato dal presidente Ronzitti) e che è il famoso quinto consigliere temporaneamente senza gradi. La sua ri-promozione è comunque già stata pianificata.
Chi non è capogruppo né presidente o vice di commissione, non fa parte della giunta come assessore, magari trova spazio nell’ufficio di presidenza. I due segretari, Carmen Muratore e Franco Rocca non hanno forti indennità, mentre qualche centinaio di euro in più (ma le cifre esatte non escono) li prendono Luigi Morgillo e Rosario Monteleone. Sopra tutti il presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti, che dispone anche di benefit importanti come l’auto blu e spese di rappresentanza estesi anche all’ufficio di presidenza. Di fatto restano fuori solo Lorenzo Basso, Lorenzo Casté, Ezio Chiesa e Vito Vattuone. Il primo e l’ultimo sono consiglieri da pochi mesi. Giusto in tempo per gli stipendi estivi.