Per i consumatori Bankitalia costa troppo

Gian Maria De Francesco

da Roma

La Banca d’Italia costa troppo. È tempo di Finanziaria, di sangue, sudore e lacrime. E i rappresentanti dei consumatori già in odore di stangata, hanno provato a studiare l’incidenza delle Authority sul bilancio dello Stato.
Un puro esercizio teorico originato dal desiderio di scandagliare i meandri delle amministrazioni pubbliche che, a una prima disamina, sembrano essere l’unico soggetto rimasto indenne alle istanze moralizzatrici di Visco e Padoa-Schioppa. L’Adusbef ha così messo a confronto i bilanci 2005 di questi organismi, il loro numero di dipendenti e l’incisività del loro operato in termini di trasparenza, correttezza e incisività. Il massimo punteggio è stato ottenuto dall’Antitrust con cinque stelle. Hanno raggiunto la sufficienza anche Consob e Garante della privacy. Bankitalia e Authority Tlc non hanno passato il test, risultato molto negativo anche per l’Isvap.
Ma che cosa non va a Via Nazionale secondo questa ricerca? Principalmente il numero dei dipendenti. Sono 8.027 dei quali 665 alti dirigenti, un numero oltre cinque volte superiore a quelle delle altre Autorità messe insieme (1.448). Bankitalia svolge una funzione primaria per lo Stato italiano: gestisce la Tesoreria, si occupa della vigilanza sul mercato bancario e su quello degli intermediari finanziari e sorveglia il sistema dei pagamenti. Rispetto al passato, però, ha perso alcune sue competenze specifiche: la politica monetaria è ormai appaltata alla Bce, idem il sistema dei cambi e con la legge di riforma sulla tutela del risparmio le funzioni di controllo della concorrenza bancaria sono passate all’Antitrust. Si chiede, quindi, l’Adusbef se sia necessaria una «pletora di dipendenti molto qualificati ma spesso inutili». Allo stesso modo ci si interroga sulla necessità di 97 filiali presenti nei 95 capoluoghi di provincia.
I tempi sono cambiati. Il governatore Mario Draghi ha dato inizio a un nuovo corso sottolineando che nei processi di fusione tra le banche italiane non è più necessaria l’autorizzazione preventiva. Ma anche gli italiani sono cambiati e il numero di dipendenti pubblici che ritira il proprio stipendio presso le filiali nei capoluoghi di provincia è sicuramente molto diminuito. Le spese per il personale della Banca d’Italia lo scorso anno sono ammontate a 712 milioni di euro con un costo medio per dipendente di 88.700 euro. Questo è il dato che l’Adusbef ha messo maggiormente in risalto, presa dalla foga antistatalista di questi ultimi giorni. Ma Bankitalia, insieme alla Consob, è l’autorità che conta un numero di dirigenti inferiore al resto dei dipendenti. L’Isvap per vigilare sulle assicurazioni può contare su una forza superiore a quella dell’Antitrust. Qualche squilibrio c’è, ma l’effetto-delusione della Finanziaria sicuramente incide.