I conti e il mistero di quei 25 miliardi Carlo Pelanda

Probabilmente il governo spera che lo sciopero dei quotidiani, le emozioni del caso Welby e il periodo festivo distolgano le attenzioni dallo scandalo della Finanziaria. Forse confida anche nei molti «cani da salotto» che sulla stampa dell'aristocrazia rossa e rosa mugolano qualche critica per poi tornare subito a cuccia. Ma non si illuda: i «cani della plebe» come me ed altri restano a caccia delle schifezze fino a che non saranno tutte svelate alla gente. Tra le tante spicca l'occultamento di 25 miliardi. L'11 dicembre il viceministro Visco ha inviato al Parlamento una tabella dove ha confermato che il gettito finale aggiuntivo, cioè i soldi entrati in più nelle casse dello Stato nel 2006 in relazione al 2005, è sui 38 miliardi (a settembre ne aveva stimati 27). Tali denari derivano da aumenti del gettito Irpef e dei contributi di lavoratori dipendenti ed autonomi nonché dall'incremento dell'Iva dovuto alla buona crescita economica. Ma di questi 38 il governo ne ha considerati solo 5 come «strutturali», cioè entrate maggiori da riportare nelle previsioni del 2007. Di quanto avrebbe dovuto aumentare la stima delle entrate fiscali per il prossimo anno? È improbabile che i lavoratori dipendenti ed autonomi verranno licenziati o chiuderanno bottega in grandi numeri. Qualora nel 2007 la crescita del Pil fosse, e probabilmente sarà, inferiore a quella del 2006, comunque è difficile che diventi negativa. Quindi un calcolo realistico porterebbe a considerare «strutturali», cioè entrate ripetibili nel 2007, almeno 30 miliardi e «contingenti», cioè entrate non ripetibili, i rimanenti 8. Ma il governo, appunto, ne ha considerati «strutturali» solo 5. E gli altri 25 mancanti nel calcolo? Rispondere a questa domanda significa svelare il mistero. Quando Baldassarri ha chiesto a Padoa-Schioppa spiegazioni, il secondo ha detto che la questione non esisteva. Il sottosegretario Santor, invece, più competente in materia di bilancio, non ha osato negare il problema, ma ha furbescamente detto che il governo considerava «prudente» mantenere solo 5 miliardi «strutturali». Infatti nessuna legge definisce i parametri di calcolo previsionale a cui deve attenersi il governo e questo ha un potere discrezionale in materia. Ma, e lo dovrebbero controllare sia la Corte dei conti sia il Presidente della Repubblica, considerare non ripetibili le entrate aggiuntive derivate da Irpef e contributi appare una violazione della correttezza contabile. Si potrà togliere qualcosa, ma non 25 miliardi. Il punto: se questi fossero stati contabilizzati come previsione di entrata per il 2007 non ci sarebbe stato bisogno di reperire altrettanto via aumento delle tasse. Spero sia chiaro. Per quale ragione il governo ha occultato questi denari, stabilito che il criterio di prudenza addotto da Santor non è credibile (se lo è ce lo spieghi pubblicamente)? Ipotesi: a) per nascondere che il governo Prodi ha ereditato un'ottima situazione economica e contabile da quello Berlusconi; b) per mettere in riserva 25 miliardi da tirar fuori nel 2007 presentandoli come grande successo della sinistra; c) oscurare il successo della legge Biagi anche sul piano del gettito. Solo ipotesi, ma è certo che dovremo pagare tasse in più nel 2007 per una quantità che è prevedibile entrerà comunque nelle casse dello Stato. Finanzieremo l'ideologia della sinistra e non la realtà dell'Italia. Qui lo scandalo. O si chiarisce il mistero dei 25 miliardi dimostrando che l'accusa qui fatta è infondata oppure diventerà legittimo non pagare le nuove tasse decise da una Finanziaria troppo opaca e frettolosamente archiviata.
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