«I conti pubblici boomerang per la sinistra»

da Roma

«Per finanziare l’abbattimento istantaneo di cinque punti del cuneo fiscale, Prodi non ha che un modo: tassare in maniera retroattiva tutta la ricchezza finanziaria. Se invece pensa di aumentare le tasse solo sulle emissioni future non tirerà su 2,5 miliardi di euro, ma poche centinaia di milioni». Giulio Tremonti smonta il teorema del Professore del «meno tasse per le imprese, nessun aggravio sui Bot». Conferma poi che la relazione trimestrale di cassa sarà presentata nei tempi di legge. E comunque, dice anche Silvio Berlusconi, prima delle elezioni. Il documento, aggiunge il ministro dell’Economia, «sarà un boomerang per la sinistra perché conterrà dati assolutamente allineati a quelli su cui è stato approvato il bilancio».
L’argomento tasse e conti pubblici continua a tenere banco nella campagna elettorale. Il centrodestra accusa l’Unione di preparare una stangata fiscale, il centrosinistra chiede un’operazione verità sui conti pubblici. «Sia chiaro che non tasseremo i Bot e i conti correnti postali, anzi questi ultimi insieme coi depositi bancari passeranno dal 27% al 20% di tassazione», assicura Prodi. E come si finanzierà il taglio di 5 punti del cuneo fiscale? «Combattendo l’evasione e tassando le rendite finanziarie. La tassazione dei Bot per i piccoli risparmiatori non aumenterà - afferma il professore a Terni - ma interverremo sulle rendite finanziarie, come quelle di cui hanno beneficiato i furbetti del quartierino». Tornerà la tassa di successione «sulle grandi fortune», aggiunge Prodi, e sarà necessario rivedere gli estimi catastali: «Non è possibile avere appartamenti accatastati per 100mila euro, e che sul mercato valgono un milione, faremo pagare le imposte giuste a tutti. Ci accusano di volere la patrimoniale, ma c’è già : si chiama Ici, e non l’aumenteremo, anzi - afferma il candidato dell’Unione - ridurremo le aliquote». Aliquote che, però, sono di pertinenza dei Comuni.
Nonostante i tentativi di minimizzare, le ipotesi fiscali dell’Unione non lasciano sereni gli elettori. Cerca di tranquillizzarli Clemente Mastella: «Non acconsentiremo mai a una tassazione spropositata nei confronti di tutti e, a maggior ragione, nei confronti dei ceti più modesti: Prodi lo sa, e rispetterà gli equilibri interni della coalizione». Le spinte in direzione opposta non mancano, ad esempio il segretario comunista Oliviero Diliberto è favorevole a reintrodurre le tasse su successioni e donazioni. «Non vedo perché non ci debba essere una tassa per i grandi patrimoni, quando vengono donati ai figli o vengono ereditati», dice. Fausto Bertinotti aggiunge che, per la sinistra, «il fisco deve essere un elemento di redistribuzione da chi ha grandi ricchezze e patrimoni a chi non ne ha, Un’operazione - aggiunge il segretario di Rifondazione - che va fatta salvaguardando i proprietari della prima casa e i piccoli risparmiatori, per introdurre invece tasse che colpiscano la rendita e l’evasione». E il segretario della Cgil Guglielmo Epifani taglia corto: «È giusto tassare i Bot, abbassando l’imposta sui depositi bancari».
I distinguo di Prodi non convincono il centrodestra. «Quando dice che saranno tassate le rendite finanziaria - osserva Roberto Maroni - è difficile distinguere fra la rendita speculativa e la piccola rendita dei Bot». Prodi, osserva Sandro Bondi, «è smentito perfino dal professor Giavazzi sul Corriere della sera, che spiega perché la tassazione dei titoli dev’essere retroattiva». In ogni caso, ricorda Tremonti, con l’aumento della tassazione sulle sole emissioni future, Prodi non farà mai i 2,5 miliardi che servono per finanziare in parte il taglio di 5 punti del cuneo fiscale a favore delle imprese (un’operazione che vale 10 miliardi). «O Prodi smentisce quei 2,5 miliardi, o conferma che sta tassando il risparmio», conclude Tremonti.