Ma i conti della sanità nel Lazio non tornano

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Aria di commissariamento per la sanità laziale? Secondo l’assessore regionale Augusto Battaglia no: tutto va bene, o quasi. «Presto incontreremo il Governo - ha spiegato ieri il titolare della sanità nella giunta Marrazzo - ma sono ottimista perché in questi anni abbiamo fatto bene. Bisogna solo decidere come proseguire questo percorso insieme al nuovo esecutivo». Che splenda il sole sul sistema sanitario regionale appare difficile da credere: più volte infatti il ministero dell’Economia, con il centrosinistra al governo, ha rispedito al mittente il piano di rientro presentato dalla regione Lazio, invitando a inasprire le imposte per correggere la rotta.
Cosa è cambiato, dunque, per giustificare l’ottimismo di Battaglia in attesa del nuovo rendez-vous ministeriale? Nulla, secondo Fabio Desideri, consigliere regionale della Rosa per l’Italia, il cui giudizio sulla situazione attuale è decisamente meno roseo: «La sanità nel Lazio è come un barcone alla deriva con una serie di falle nello scafo: va fermato, riparato e indirizzato sulla giusta rotta». E che Battaglia sia l’uomo giusto per farlo non è un concetto condiviso da Desideri: «Non si può lasciare il timone delle decisioni - spiega il politico centrista - nelle mani di chi, dopo aver annunciato di voler raggiungere la meta del risanamento, ha condotto quasi sei milioni di cittadini in mezzo a un oceano di debiti». Insomma, per il coordinatore regionale della «Rosa», è urgente «un confronto in aula consiliare» per avviare quel «pubblico dibattito sui conti in rosso e sull’inasprimento fiscale» che, secondo Desideri, «finora il governatore Marrazzo ha evitato di aprire, sbagliando».
Anche più duri i toni del socialista riformista Donato Robilotta, che bolla come «un disastro» la gestione Battaglia, sottolineando le cifre da record del disavanzo annuale: 1,8 miliardi di euro nel 2005, 2,1 nel 2006, 1,6 nel 2007, «cifre mai raggiunte in trenta anni di regione». Se Robilotta si chiede «con che faccia Marrazzo di presenterà a Palazzo Chigi a battere cassa», l’altro annuncio arrivato ieri dall’assessore Battaglia a proposito della verifica dei direttori generali delle Asl ha rinfocolato la polemica. Per il capogruppo regionale dell’Udc Massimiliano Maselli, infatti, è solo «una buffonata». «Battaglia - spiega Maselli - si appresta a fare una mera valutazione di quanti sono in scadenza di contratto. La verifica, quella vera, andava fatta 18 mesi dopo le nomine. E non averla fatta è una delle cause dell’extradeficit, e dunque del possibile inasprimento fiscale». Morale, secondo l’esponente Udc, «Battaglia ha le ore contate».
Lui, l’assessore, intanto annuncia una delibera per la prossima giunta che prevede «lo stanziamento di 600 milioni di euro per l’edilizia sanitaria degli ospedali del Lazio». L’ultima replica è ancora di Desideri. «Battaglia viene da Marte? Quei soldi non ci sono, è inconfutabile».