«I controlli fiscali aggrediscono i contribuenti»

Sì, è vero. Il Fisco in Italia è troppo asfissiante. I controlli vengono fatti con troppa aggressività. Non è la lamentela che arriva dal popolo delle partite Iva, ma dallo Stato stesso, da chi è chiamato a giudicare l’operato di guardia di finanza e agenzie delle entrate. «Ci dovrebbe essere un po’ più di pace fiscale. L’evasione in Italia c’è e si vede ma i controlli devono essere fatti con più serenità. Troppo spesso ci arrivano casi di contribuenti aggrediti e per fortuna la Commissione ridimensiona il caso». Sono le parole di Lodovico Maria Gavotti, direttore della Commissione tributaria regionale della Liguria, dette a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario a Genova. A conferma che l’analisi sull’eccessiva «stretta» del Fisco sui contribuenti si sente, in maniera determinante, anche in Liguria.
«Il sistema degli studi di settore - prosegue Gavotti - andrebbe rivisto. E poi ci vorrebbe un po’ più di elasticità: molto spesso, infatti, le controversie potrebbero essere chiuse nelle Agenzie delle entrate. E invece non vengono chiusi perché non si trova un accordo con il contribuente». Il 2008 si è chiuso con una inversione di tendenza per la Commissione tributaria regionale della Liguria: rispetto agli anni precedenti, infatti, si è registrato un affaticamento dell’attività causato dalla diminuzione dei giudici e un aumento delle controversie. Il presidente della commissione ligure Giovanni Soave, in particolare, ha evidenziato una serie di carenze nella giustizia tributaria ligure come i segnali di demotivazione e l’età troppo elevata dei giudici, l’insufficiente conoscenza e coordinamento della produzione giurisprudenziale, la riduzione dell’organico. «La Commissione regionale - dice Soave - è stata ridotta a sette sezioni a fronte delle 22 originarie e il numero dei giudici è stato portato a 42 contro i 132 previsti dalla legge».
«Altro aspetto negativo - prosegue il presidente - è pure il ritardo con cui nel corso di quest’anno comincerà a operare la Sezione regionale della Commissione tributaria centrale, a causa di superficiali disposizioni normative di carattere attuativo, non supportate da adeguati programmi e supporti informatici e da uno spirito di collaborazione non sempre improntato alla massima diligenza».