I cortei? Roba da milionari. La carica degli antagonisti grazie ai soldi di papà

Anche il movimento studentesco milanese risente del più vecchio vizio della politica italiana: lo scarso ricambio generazionale. Da almeno tre o quattro anni infatti a guidare le manifestazioni sempre i soliti «noti», nemmeno fossimo al telesalotto di Fabio Fazio. Anche ieri in piazza Leon Blanchaert, Luca Corradini, Teo Todeschini, Valerio Ferrandi, le gemelle Natalia e Agnese Romanò.
Chi però pensasse a una riedizione del Sessantotto si sbaglia di grosso. Allora il movimento studentesco era omogeneo e guidato da alcuni leader indiscussi, Mario Capanna su tutti. Ma fu un fenomeno limitato ai quei pochi «memorabili anni», come li ha definiti Capanna. Dagli anni ’70 in poi con la polverizzazione in partitini, come Potere Operaio, Lotta Continua, Avanguardia Operaia, la leadership si divide senza più trovare guide unitarie ma solo capetti di breve durata. Con gli anni, ai gruppetti si sono sostituiti i centri sociali ma rimane la caducità delle guide carismatiche. Basti pensare alle meteore Luca Casarini o Francesco Caruso, rapidamente assurti alla notorietà e altrettanto rapidamente finiti nel dimenticatoio, manco fossero ex veline o tronisti.
E così è rimasto. A Milano si agitano tante diverse realtà, Cantiere, Vittoria, Cox, Panetteria, Transiti, Stamperia, Malfattori, Corsari, Comitato antirazzista, Leonka, movimenti comunisti vari, in perenne polemica tra loro. Basta scorrere il sito Indymedia per trovare feroci scontri al limite dell’insulto e della intimidazione. Ognuno vive autisticamente nel proprio stabile occupato, quasi sempre di proprietà pubblica, dove celebra le proprie funzioni e i propri riti. Anche se tra feste e concerti, certi Centri sociali sono diventati lucrose macchina da soldi.
E seguendo questa mappa, anche ieri durante la manifestazione si è più volte divisa, fino a otto spezzoni, e ricomposta in base ai diversi centri sociali. Alla testa del corteo principale comunque rimanevano Leon Blanchaert, 23 anni, figlio di un ricco gallerista con attico in centro, e Luca Corradini, 28 anni, del «Cantiere», entrambi di Scienze politiche. Curiosa la storia del «Cantiere»: è situato all’interno di una palazzina liberty di tre piani all’84 di via Monte Rosa e fu per più di vent’anni il tempio del cabaret italiano con il nome di «Derby Club». Chiuso nell’85, fu occupato dai «cantierini» nel 2001. Molto vivace anche la presenza di Teo Todeschini, 25 anni, comasco di Lomazzo, iscritto a Scienze umane dell’ambiente in Statale, ex «Deposito Bulk», centro sociale chiuso da tempo, ex Cantiere ora Corsari. A differenza del milionario Leon, Teo vive in una casa popolare col fratello e per mantenersi lavora come documentarista. Non è mancato ieri neppure Valerio Ferrandi, 25 anni del «Stamperia», già arrestato e condannato per reati di piazza e violenze contro avversari politici. È figlio di Mario, fotografato a Milano con la pistola in mano durante gli scontri in cui morì il poliziotto Antonio Custra. Molto presente fino a poco tempo fa anche Carlotta Cossutta, 22 anni, ex liceo Parini, ora Filosofia alla Statale, nipote del vecchio Armando, un nome una garanzia. Defilata lei, l’ala femminile del movimento è attualmente rappresenta dalla «Romanò sister», sue coetanee e compagne al Parini, vale a dire le gemelle Natalia, Mediazione linguistica e culturale, e Agnese, Brera. Tutti di buona famiglia, ora in piazza, domani da gruppo dirigente del Paese ricorderanno anche loro con una lacrimuccia i loro «formidabili anni». Come Capanna.