In Perù per i cosmetici uccidono i contadini

La polizia di Lima sgomina una banda internazionale: &quot;Decapitati almeno sessanta campesinos. Ogni litro di grasso estratto da muscoli e torace valeva 15mila dollari&quot;. Ricercati anche due italiani sospettati di essere gli intermediari<br />

Per le creme di bellezza hanno fatto la pelle a 60 contadini. Ma qui c’è poco da ridere. Questa storia puzza infatti di sangue e grasso. Ma anche di leggenda metropolitana. Be’, «metropolitana» mica tanto, visto che la vicenda si svolge (o meglio, si sarebbe svolta) tra le sperdute coltivazioni delle campagne andine.
I dubbi aumentano se poi consideriamo che la dinamica del raccolto sembra ispirata a un sanguinario mito peruviano (quello dei «pishtacos», orchi che rubavano di notte il grasso ai campesinos dopo averli uccisi) e alla trama del romanzo di Mario Vargas Llosa, «Il caporale Lituma sulle Ande».

Fatto sta, comunque, che la notizia ieri campeggiava sulle prime pagine dei giornali di Lima: «Sgominata la banda dei pishtacos».
Seguono le macabre dichiarazioni del colonnello Jorge Mejia, comandante della Divisione sequestri della polizia: «I quattro arrestati di oggi sono coinvolti in una rete internazionale di feroci killer che hanno ucciso almeno 60 contadini per vendere il grasso e i tessuti ricavati dai loro corpi alle case europee produttrici di cosmetici a 15mila dollari al chilo»; alla gang - denominata infatti «los pishtacos» - apparterrebbero anche due italiani che, per ora, sono riusciti a farla franca. Secondo gli inquirenti peruviani i nostri connazionali avevano un ruolo-chiave: intermediari tra i killer e le aziende acquirenti. Gli investigatori avanzano ipotesi inquietanti: «Si teme che la banda abbia sequestrato e assassinato tra le 60 e le 200 persone, visto che il capo della banda si dedicava a questa attività da una trentina di anni».

L’orrore è stato scoperto dalla polizia che ha sequestrato un contenitore di grasso umano nella sede di una compagnia dei trasporti di Lima. Le dichiarazioni del generale Eusebio Felix Murga farebbero venire la pelle d’oca perfino a Dario Argento: «I criminali, dopo aver attirato le vittime in luoghi solitari, le decapitavano e trasferivano i corpi squartati in rudimentali laboratori per estrarne il grasso che poi veniva tagliato a strisce (il termine “pishtacos”, significa appunto “colui che taglia a strisce” ndr)». Al momento l’unico omicidio di cui è stato accertato il collegamento con la banda è quello di Abel Matos, ucciso a metà settembre. Secondo i primi riscontri, il grasso estratto dal torace e dai muscoli dei cadaveri arrivava successivamente in un laboratorio nella regione centrale di Huanuco per poi essere trasportato a Lima per la vendita ad acquirenti stranieri.

«Temiano - ha aggiunto la polizia - che i corpi delle vittime siano stati gettati nei fiumi o nascosti in zone impervie di Huanuco, una regione formata in gran parte da boschi e foreste».
Ma è plausibile che non meglio precisate «aziende europee» fossero interessate ad accaparrarsi quantitativi di grasso umano a fini industriali?

«Non mi risulta che in Europa sia mai stato usato grasso umano per i cosmetici - dice all’Adnkronos, Carla Scesa, docente di Cosmetologia all’Università di Siena -. Esistono regole molto precise nei controlli. Anche i derivati di origine animale sono in disuso, specialmente dopo i fatti della “Mucca pazza”, figuriamoci quelli di origine umana. Ci sono tanti ingredienti naturali, vegetali e di sintesi efficaci che non danno problemi, non si capisce perché usare una cosa del genere. In passato si è ipotizzato in medicina estetica l’utilizzo del grasso di un paziente soggetto a lipofilling: i medici prendevano il grasso dello stesso paziente per iniettarlo sotto le rughe. In cosmetica vengono utilizzati oltre 13mila ingredienti efficaci, non vedo dunque la necessità di una pratica così macabra e insicura».

Dello stesso parere il dermatologo Leonardo Celleno, del Centro ricerche cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma: «I cosmetici venduti in Europa sono sicuri. Non contengono grasso umano, né l’hanno mai contenuto».
Tutti d’accordo, tranne i «pishtacos».