I crediti agricoli e il cda dell’Inps saltato

Qualcuno è coerente

solo quando fa comodo
L’onorevole Di Pietro ha detto: «Nessuna strada intestata a Craxi, è un condannato, riposi in pace». Verrebbe da commentare che il sopraccitato ministro è «tutto di un pezzo», se non fosse per il fatto che, alle votazioni per la Finanziaria, ha giudicato la legge in negativo e l’ha votata in positivo, adducendo futili motivi e giustificazioni. A questo punto, mi viene da pensare, che alla coerenza si può ricorrere solo quando fa comodo.
Leopoldo Guerrieri e-mail
Hanno ancora senso

i messaggi dalla tv?
Anche quest’anno il 31 dicembre arriverà il discorso presidenziale. Mezz’oretta di tante belle parole dal Presidente della Repubblica che per una volta esce in pubblico, per poi tornare in letargo fino al 31 dicembre prossimo. Ci avviserà che questa nuova politica si sta sempre più allontanando dalla gente e ci informerà che non condivide molte delle cose che chi lo ha eletto sta facendo, tra cui la Finanziaria. Scontata l’obiezione: se non la condivide per opinione personale, c’è ben poco da fare, ma se non la condivide perché vede qualcosa di incostituzionale al suo interno, è suo preciso dovere non firmarla e rinviarla al Parlamento.
Candido Munopano e-mail
In Francia i senatori

a scuola di economia
«Conoscere i meccanismi di funzionamento delle imprese, specie quelle industriali, è fondamentale per legiferare in maniera adeguata». L’affermazione è di uno dei 200 senatori francesi che hanno partecipato a corsi in imprese per apprendere i segreti dei processi produttivi, del marketing e della logistica. L’iniziativa è sicuramente da imitare, soprattutto in un Paese come l’Italia dove l’iniziativa privata viene spesso ostacolata dallo Stato con leggi assurde e di complicata attuazione: sarebbe anche il modo di avvicinare di più le istituzioni al mondo reale, e certo uno stage alla Ferrari o alla Barilla sarebbe di enorme giovamento per molti parlamentari; penso alla smisurata percentuale di funzionari di partito nominati alle ultime elezioni, in prevalenza con poca esperienza di lavoro reale e pertanto a mio avviso con modesta cognizione di causa.
Mauro Luglio - Monfalcone (Gorizia)
I turni delle farmacie

vanno regolati meglio
È lecito che le farmacie il sabato siano chiuse, ad eccezione di quelle di turno? Abito in via Paolo Sarpi, in un punto dal quale posso raggiungerne tre (Sarpi, Baiamonti, inizio Farini) nel raggio di poco più di cento metri. Sabato 9 scorso avevo bisogno urgente di una specialità, ma erano tutte e tre chiuse (ma perché contemporaneamente?). In zona, la farmacia di turno era in via Farini angolo via Lepontina, a distanza inaccettabile dalle mie articolazioni, che hanno 87 anni come me; salire sul tram non mi sarebbe stato semplice e di taxi nemmeno l’ombra. Ho dovuto rinunciare. Vorrei capire perché il sabato si può acquistare di tutto dappertutto (nella Milano cinese alimentari e molti negozi di generi vari sono aperti anche nei giorni festivi) mentre un medicinale è reperibile solo nelle farmacie di turno. Credo che quanti hanno il compito di applicare le regole in una comunità dovrebbero operare sempre anteponendo i diritti dei cittadini a quelli, pur sacrosanti, di qualsivoglia categoria. In particolare nel caso delle farmacie che, lo si voglia o no, dovrebbero essere considerate servizio pubblico.
Piergiuseppe Palombi - Milano
La chiesa non poteva

concedere quel funerale
La Chiesa non nega il suffragio e la preghiera a nessuno anche a chi si era dichiarato ateo come Welby, ma il funerale religioso pubblico avrebbe significato un riconoscimento di un atto politico voluto esattamente per combattere la posizione della Chiesa sull’eutanasia. La legge sull’eutanasia che vorrebbero i radicali andrebbe ben oltre l’accanimento terapeutico che anche la Chiesa rifiuta, però esponenti politici come Prodi, Turco, D’Alema e altri si sono già pronunciati contari all’eutanasia. Che Pannella & C. si mettano il cuore in pace.
Ciro Rossi e-mail
Quella circolare Inps

non è ancora arrivata
Giorni fa un lettore esprimeva un dubbio che, passando i giorni, diventa sempre più una certezza: come mai l’Inps non ha ancora diramato la circolare sulla perequazione delle pensioni per il 2007? Ogni anno questa circolare viene diffusa tra la fine di novembre e i primi di dicembre: ad oggi 30 dicembre, ancora nulla di nulla! Attenzione, perché Prodi fece così già nel 1997...
Gianni Novello e-mail
Le prepotenze

che restano impunite
Martedì 19 dicembre. Ore 11, Stazione Porta Nuova di Torino. Un controllore non più giovane strattonato, spintonato e insultato da una giovane nomade e dal suo compagno che pretendevano di salire a mendicare su un treno in sosta. Mi sono detto: ecco un uomo che paga un alto prezzo per compiere il suo dovere. Se per caso perdesse la pazienza e reagisse con un pugno, verrebbe subito incriminato. In questa Italia di retori e cialtroni i politici si dimostrano tolleranti e permissivi, tanto loro non corrono mai rischi, mentre i poveri cristi, tranviere, ferrovieri, addetti al pubblico, devono subire come e più dei comuni cittadini, il prezzo di disordine, degrado, microcriminalità dovuti a una politica sciocca e disonesta.
Lettera firmata - Torino
Ripetere l’errore

significa dimettersi
Durante la campagna elettorale il centrosinistra sosteneva che c’era un difetto di comunicazione. Oggi che è al governo, continua a dire che c’è un difetto di comunicazione. Ora mi chiedo: una compagine politica, affetta da un così persistente difetto, non dovrebbe avere il buon senso di ritirarsi a vita privata?
Giorgio Giordanino - Varese
Una pensione che vale

meno di un cenone
Mercoledì 21 dicembre ho letto un articolo del Corriere del Mezzogiorno, allegato al Corriere della Sera, dal titolo «Cenone della Vigilia, il conto è 240 euro». Secondo voi è possibile sopravvivere con una pensione che vale meno di un cenone di Capodanno? Auspico che la pensione di invalidità venga parificata non allo stipendio dei consiglieri di amministrazione di Eni, Enel, Alitalia, Ferrovie dello Stato, Sviluppo Italia, Rai, Anas.... ma semplicemente alla pensione minima di anzianità (almeno 500,00 euro al mese) e che le famiglie dei disabili non debbano più rivolgersi alla Magistratura per far valere i diritti negati dalle Istituzioni.
Il governo ormai

sta sfiorando il ridicolo
Sarei davvero curioso di conoscere il parere dell’onorevole Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri del governo Prodi, offeso per l’ennesima volta da un membro illustre del Governo in carica, sull’iniziativa circa l’intitolazione di una strada in Tusisia in memoria del padre Bettino.
È proprio vero che così come cambia il comune senso del pudore, cambia anche il comune senso del ridicolo.
Salvatore Brancaccio e-mail
Un’ottima idea

l’università liberale
Splendida l’idea di Berlusconi di creare un’università affrancata dalla sinistra.
Dobbiamo scardinare il suo predominio culturale, base del potere politico.
P.B. - Milano
Di Pietro contro Craxi

lascia tutti perplessi
L’eroico Di Pietro, commentando l’intitolazione di una via di Hammamet a Bettino Craxi, non ha esitato a continuare ad accanirsi contro la sua vittima. Craxi sarà stato senza dubbio un personaggio controverso, ma come statura politica non c’è paragone col povero Tonino, che all’epoca di tangentopoli avrebbe dovuto accanirsi, da vero rigido censore, con lo stesso impeto anche contro i suoi attuali alleati, presidente del Consiglio compreso.
Lettera firmata e-mail
Berlusconi-Bertinotti

due pesi due misure
In molti si sono detti sdegnati o almeno sorpresi per il fatto che Berlusconi per farsi impiantare un pace-maker ha preferito, potendolo, farselo impiantare in un centro all’avanguardia nel mondo. Non ricordo di aver sentito altrettanti commenti indignati quando qualche anno fa il comunista Bertinotti (proprio l’attuale presidente della Camera), dovendo subire un intervento di bypass aorto-coronarico, scelse di farsi operare dal professor Dor, nella sua lussuosa clinica privata di Montecarlo. Due pesi e due misure. Perché?
Vieri Wiechmann - Firenze
Gli effetti dei Pacs

più negativi che positivi
A proposito di Pacs, introdurre un surrogato del matrimonio con prerogative troppo simili a quest’ultimo equivale a stabilire per legge che il falso d’autore vale come l’originale, il che è grottesco. Se ci limitiamo alla convivenza more uxorio - scelta legittima e assolutamente rispettabile - essa è e deve restare libera ed esente da vincoli di qualsiasi tipo, giacché qualsiasi ingerenza del legislatore limiterebbe questa libertà individuale costringendo chi volesse convivere senza alcun tipo di legame o di impegno a farlo di nascosto, il che sarebbe davvero un ritorno al passato. Casomai potrebbe aver senso snellire ulteriormente l’iter (e i costi) per ottenere la separazione e il divorzio.
Non parliamo poi dei rischi e dei costi connessi agli abusi dei Pacs, anche da parte di tanti immigrati che avrebbero buon gioco ad approfittarne per ottenere ricongiungimenti pseudofamiliari, con conseguenze facilmente immaginabili. In quanto alle coppie omosessuali, a qualsiasi titolo conviventi, se lo scopo è garantire il diritto-dovere reciproco all’assistenza o il subentro nel contratto d’affitto e poche altre prerogative, dovrebbe bastare l’iscrizione sullo stato di famiglia per un certo numero di anni. Per il resto, si pensi ai diritti, quelli sì sacrosanti, dei bambini, ai costi sociali ed economici di decisioni prese per pochi che ricadrebbero sulla testa di molti e alle scarse risorse disponibili per la famiglia “vera”, frutto di una scelta responsabile, tanto costosa quanto poco tutelata.
Maria Grazia De Corti e-mail
Indulto: errare è umano

ma Prodi è diabolico
Molti detenuti scarcerati anticipatamente a seguito dell’indulto sono tornati a riprendere la loro attività criminale, commettendo anche omicidi.
Eppure Prodi per festeggiare il Natale a modo suo, ha dichiarato che rifarebbe l’indulto. Cosa si può pensare di fronte a un’affermazione così grave? Che Prodi non si preoccupa dell’ordine pubblico perché lui girando con la scorta non ha nulla da temere, mentre i cittadini normali che si sentono insicuri per l’incremento dell’attività criminale si devono arrangiare, perché al Professore i loro problemi non interessano.
Maurizio Tempesti e-mail