I croupier guadagnano 103mila euro ma si fermano per avere l’aumento

I sindacati del Casinò contro il Comune Cacciari: «Richieste inaccettabili»

da Milano

Strano a dirsi ma ci sono anche loro, i croupier del Casinò di Venezia, tra gli «sfortunati» che chiedono un aumento per arrivare alla fine del mese. Curioso, perché in media guadagnano 103mila euro lordi all’anno, 132mila per i capisala, vale a dire più dell’intero consiglio di amministrazione del Ca’ Noghera. Eppure anche gli addetti del Casinò veneziano hanno incrociato le braccia per due giorni, per giunta quelli del ponte del 2 novembre. Il sindacato (Cgil in testa) protesta contro la decisione del Comune, azionista unico del Casinò, di introdurre nuove slot machines destinate a ridimensionare il ruolo del personale e di aprire nuovi tavoli con il gioco del momento, il «Texas Hold’em Poker», senza gratificare economicamente i 320 croupier. In soldoni, i dipendenti vogliono aumenti e che i premi produzione siano agganciati agli incassi, floridi come pochi: nel 2006 sono stati oltre i 215 milioni di euro. Ma il sindaco sembra deciso a non cedere alla «casta » dei croupier, «gente che guadagna esattamente il doppio del mio stipendio da ordinario di Università dopo 30 anni di insegnamento» ha tuonato. «In un Paese dove si discute di 50 euro di aumento ai metalmeccanici, mettersi a discutere su basi di aumenti elevati come quelli che chiedono i croupier è veramente inaccettabile». Anche perché le cifre sono già fuori mercato, dato che un croupier di Las Vegas guadagna mediamente 2.500 dollari al mese e uno di Nova Gorica, concorrente diretto di Venezia, parla quattro lingue ma percepisce mille euro al mese. Tanto che a Venezia il costo del personale costituisce il 35% del fatturato, roba da far saltare il banco.