Per i cugini un minuto di silenzio

«Altro che Biondi... neri!», recita così uno dei cartelli, scritti in fretta e furia, che ieri mattina giravano per Moena, la località della Val di Fassa che sta ospitando il ritiro della Sampdoria e l'invasione dei suoi tifosi. Da quasi sessant'anni la storia si ripete ed ogni volta che una disgrazia sportiva colpisce una delle due squadre genovesi, l'altra parte della città ne fa oggetto di scherno. Il pubblico della Samp cerca il riscatto dopo le feste rossoblù seguite alla retrocessione in B del '99. In realtà non ci sono festeggiamenti veri e propri, ma molta ironia sulla sfortunata sorte che ha colpito i cugini. Quando la notizia, in tarda mattinata, si sparge per il paese, l'ilarità comincia sconvolgendo la consueta quiete di Moena. Vengono rispolverati i canti della mai consumata retrocessione in C di tre anni fa (il motivetto più ricorrente è sulle note della canzone «Chiuaua») ed improvvisati funerali. Il più preso di mira è Enrico Preziosi, il suo nome viene richiamato a gran voce dai fans blucerchiati e, tra chi ricorda che la Samp è già in Europa ed il Genoa (metaforicamente) nel fango, c'è chi sporgendosi dal finestrino, grida attraverso un megafono: «Non mollo!». Pausa pranzo e poi, il ritrovo al campo per la partita, serve per rincarare la dose: un tifoso in completo blucerchiato fa l'uomo sandiwch mostrando due gigantografie del presidente rossoblu colto dall'obiettivo in smorfie di rassegnazione. La gradinata si riempie, e l'arrivo al campo del presidente Garrone fa partire alto il grido «Un Presidente, abbiamo un Presidente» e «Duccio non mollare mai!». Poi la partita e un minuto di silenzio per ricordare i «cugini».