Come i cugini: una partita solo per l’onore

di Marcello Chirico
Me l'avessero detto anche soltanto qualche mese fa, non ci avrei creduto. Ma mi sa che è vero: io, juventino a tutto tondo, da oggi mi sento un pochino come i granata. Sì, caro Gianlu, hai letto bene, mi sento come un tifoso del Toro. Ossia, come uno al quale, di un intero campionato, interessa un'unica partita: il derby. E infatti, guarda caso, quello tra Juve e Inter è «il» Derby d'Italia. Bè, da juventino non avrei mai pensato di dovermi aggrappare a quest'unica partita per poter difendere il mio orgoglio bianconero.
Gli arbitri avranno aiutato più voi che noi, va bene, ma non può essere quella l'unica giustificazione di una stagione «straordinaria» - secondo qualcuno - che purtroppo sta finendo male. Proprio perché non finisca peggio, ci tocca ahimè copiare i cugini e tirare fuori per una notte il «cuore Juve», battendoci non più per uno scudetto diventato irraggiungibile ma semplicemente per l'onore, per l'orgoglio, per il blasone. E allora, pur praticando la magia bianca, faccio appello - da torinese non torinista - a tutte le forze sataniche che, leggenda vuole, si annidano nella nostra città e le scaglio addosso alla tua Inter. Che vi facciano perdere il Derby d'Italia e tutte le altre 6 partite che restano.
Dai Juve, vinciamo sabato e riprendiamo a scalare la classifica, fino allo scudetto! Ma pensa te, Gianlu, cosa mi costringi a scriverti pur di dare un senso a una partita che non ce l'ha.