I dalmati di Liguria ricordano gli orrori dei partigiani titini

Per non dimenticare. Il 10 febbraio, si terrà la commemorazione per la «Giornata del Ricordo» degli esuli giuliano dalmati. «Una solennità civile - dice Fulvio Mohoratz, consigliere anziano nazionale dell'Anvgd (associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia) - ottenuta per contribuire alla costruzione di una memoria comune tra italiani, per far divenire le vicende dei confini nord orientali una pagina di storia del nostro Paese». Una legge del Parlamento, infatti, ha definitivamente rotto il silenzio intorno alla tragedia delle foibe, le cavità del Carso, passate orrendamente alla storia durante l'occupazione di Trieste e Gorizia da parte dell'esercito comunista jugoslavo. Tra il '43 ed il '45 furono infoibati migliaia di italiani che si opponevano all'annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia di Tito.
Nella data che ricorda la cessione delle terre che avevano come simbolo le città di Fiume, Pola e Zara, gli esuli della Liguria si danno appuntamento per parlare di quella che è stata la loro vita di allora, di adesso e quello che riserverà loro il futuro. Cade sabato 10 ma si ricorderà lunedì 12 anche la commemorazione di tutte quelle persone che, tra il '43 e il '45, ma anche dopo, sono state gettate nelle foibe. Le spaccature carsiche in cui i partigiani comunisti di Tito gettavano, come in una fossa comune, persone vive accanto a cadaveri. Colpevoli solo di essere Italiani. Con al collo i loro «foulard» dai patriottici colori blu, giallo e amaranto affolleranno il Teatro della Gioventù lunedì 12 febbraio alla presenza del presidente del consiglio regionale Giacomo Ronzitti, del presidente del comitato provincia di Genova Anvgd Claudio Eva e al presidente del centro culturale giuliano dalmata Pietro Tarticchio.
Durante la manifestazione ci sarà la premiazione degli studenti vincitori del 6° edizione del concorso regionale «Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli». Inoltre verranno consegnate le targhe «Premio Ernesto Bruno Valenziano» a coloro che si sono distinti nella difesa della verità e della giustizia per i giuliano e dalmati, vittime di crimini contro l'Umanità e privati della propria Terra e della propria identità.