«I danni all’agricoltura sono una scusa»

(...) Come spesso accade per i lupi, anche in questo caso i danni all'agricoltura sono soltanto una scusa per consentire ai cacciatori di entrare armati nei boschi e fare strage, tra l'altro in piena stagione turistica. I danni, i famosi orti ad esempio, possono benissimo essere tutelati con recinti elettrificati e senza bisogno di sterminare i caprioli. Carlo Ripa di Meana, anziché dire che gli animalisti si preoccupano solo per gli animali dovrebbe iniziare a dimostrare cosa fa lui tutti i giorni a tavola per aiutare i bambini che muoiono di fame. Ma la smentita scientifica alle elucubrazioni del Presidente di Italia Nostra, arriva dal direttore generale dell'Infs (massima autorità nazionale del settore), Silvano Toso, che ha inviato all'Assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte un documento nel quale si chiede espressamente di non uccidere i caprioli di Acqui, di Spigno in quanto «le dimensioni delle popolazioni animali non sono tali da consentire lo sfruttamento venatorio». Il dott. Toso esprime parere sfavorevole al piano di abbattimento presentato dalla Regione Piemonte, anche in virtù del fatto che i censimenti dei caprioli sono stati eseguiti su un'area troppo esigua, per giustificarne la richiesta di abbattimento. Il Piemonte non subirà alcuno sviluppo abnorme della specie, la popolazione di caprioli è già drasticamente diminuita da anni. È davvero strano che un ex ministro dell'Ambiente, a distanza di anni, confonda ancora la realtà con i cartoni animati. Ma forse da chi, lo scorso anno, si è recato al Congresso dei cacciatori per chiedere loro un voto, ripudiando le battaglie di decenni, ed ottenendo per il suo Partito della «Bellezza» lo 0,2%, non c'è da aspettarsi niente di meglio. Peccato per la tradizione di coerenza, serietà, pacatezza, ambientalismo di Italia Nostra.
*Capogruppo dei Verdi
alla Regione Abruzzo
Presidente
VI Commissione Consiliare