I Deftones fra metal e rap Il via con Chino Moreno

All’Alcatraz si esibiscono anche i «Will Haven»

All'origine del crossover (commistione di generi musicali) dei californiani Deftones c'è lo skateboard. Che cosa c'entra lo skate con dei «terroristi sonici» che abbinano la forza d'urto del metal con il rap? Semplice, sul finire degli anni Ottanta, l'America della musica popolare era divisa in due partiti: i neri, da un lato, ad ascoltare il rap; e i bianchi, dall'altro, gelosi custodi dell'hard rock e del metal. Gli «skaters» ascoltavano entrambe le cose e, già che c'erano, facevano scorpacciate anche di punk. Da quel periodo sono uscite molte bands che mischiavano tutti questi elementi. In prima battuta, i compianti Rage Against The Machine. Qualche anno più tardi, i Deftones. Anche grazie a loro il rock è andato oltre a steccati e barriere di genere: una rivoluzione quasi copernicana che, a suo modo, attraverso la musica, ha gettato le basi per l'ascesa della società interraziale. «Ho un padre di religione musulmana e una madre irlandese-cinese: che cos'altro potevo fare nella vita se non il musicista crossover?». Così Chino Moreno, il leader del combo multietnico di Sacramento, vincitore qualche anno fa di un Grammy Awards come miglior performance live in ambito hard rock-metal, stasera in concerto all'Alcatraz (supporter Will Haven), a sette anni di distanza dall'ultima apparizione a Milano. L'ultimo album, «Saturday Night Wrist» uscito in autunno per la Maverick Records (l'etichetta discografica di Madonna), ha avuto una lavorazione lunga e travagliata e più che una singola canzone regala paesaggi cinematografici di spazi mentali, ansie e sogni. L'orecchiabile brutalità dei brani - si è scritto - fa il paio con testi profondi che indagano il significato della vita. Ebbene sì: i Deftones, da una dozzina d'anni «on the road», saranno pure rocker ruvidi e senza fronzoli, ma anche un po' filosofi.
Deftones e Will Haven
stasera ore 21
Alcatraz via Valtellina 25
ingresso 25 euro