I deliri di Marta: «L’alluvione? Un complotto per farmi fuori»

E alla fine, la verità. Anzi, la Verità, con la maiuscola: L’alluvione è stata tutta un complotto. Tra l’altro organizzato anche molto bene, visto l’alto numero dei congiurati. Da tutti i media, cittadini e nazionali, per arrivare ai partiti, senza bisogno di sottolineare che il «tu quoque» spetta di diritto al Pd genovese. Il concetto viene espresso da Marta Vincenzi nel corso dell’ennesima intervista in cui pensa prima di tutto ad assolversi da ogni colpa. A «Radio 24», nel corso della diretta con la trasmissione «24 mattino», la sindaca è perentoria: «Non mi dimetto perché non ho alcuna colpa, Ha colpa chi ha costruito la città in quel modo».
Un’accusa generica, che cade (apparentemente) nel vuoto, nel magma di una sinistra che da decenni ha governato e sgovernato Genova e che oggi ha ripiazzato, pur se con diversi ruoli, gli stessi uomini di prima. (...)