Tra i democratici dilaga il fronte anti-Veltroni Parisi: "Il responsabile è il tenutario della casa"

All'indomani dello scontro andato in scena ieri tra
veltroniani e dalemiani sul caso Latorre e Vigilanza Rai, il deputato ulivista punta il dito contro il leader del Loft: "Comunque vada a finir ad uscire sconfitto è ancora una volta il Partito"

Roma - Il responsabile della crisi del partito è il "tenutario" cioè il segretario Walter Veltroni. A puntare il dito contro il Loft è proprio Arturo Parisi all'indomani dello scontro andato in scena ieri tra veltroniani e dalemiani sul caso Latorre e Vigilanza Rai. "Mentre il mondo politico attende, più con curiosità che con ansia, le determinazioni che il presidente Villari vorrà comunicarci, una sola cosa è chiara - attacca il deputato ulivista del Pd - comunque vada a finire, nell’infinito e sordo scontro che oppone il Segretario del Partito ai suoi oppositori interni, ad uscire sconfitto è ancora una volta il partito".

La stangata di Parisi "Nonostante lo spettacolo di questi mesi e gli episodi di malcostume che, a differenza di altri, abbiamo ripetutamente denunciato apertamente io non sarei mai arrivato a sostenere che 'il nostro partito sembra una casa di appuntamenti' - osserva il coordinatore dell’associazione Democratici per la Democrazia - se questa somiglianza vedo oggi tuttavia evocata non da un commentatore esterno ma nientedimeno che dal senatore Tonini, uno dei massimi dirigenti della attuale segreteria, non è tuttavia per caso". Parisi dà quindi ragione al senatore Tonini che aveva ricordato come "in un partito democratico ci debba essere una disciplina democratica". Manca dunque una disciplina democratica nel Loft? Così parrebbe. E Parisi sa bene contro chi puntare il dito. Il capro espiatorio. E dice: "Di questo stato di cose è innanzitutto responsabile appunto chi di quella casa è attualmente il tenutario?". Secondo il deputato democratico, infatti, "se tutti hanno il diritto di scandalizzarsi di questo stato di cose, l’ultimo a potersi meravigliare è tuttavia Veltroni". E, a fronte di tutto questo, Parisi è convinto che, da una simile situazione, è il partito ad uscirne sconfitto: "Sia se con l’assenso di Berlusconi Villari resti, sia se col sostegno di Berlusconi sia esso invece costretto a lasciare".