I designer tornano bambini e «firmano» scivoli e altalene

Diritto al silenzio, diritto a usare le mani, diritto a stare per strada, diritto all'ozio, diritto agli odori. E sì, anche diritto a fare i selvaggi e a sporcarsi. Sono alcuni dei diritti dei bambini sanciti dall'Unicef che un gruppo di designer italiani e stranieri ha interpretato sottoforma di giochi. È nato così il «Parco dei diritti dei bambini» all'interno dei rinnovati spazi della Fondazione Riccardo Catella, a pochi metri dal cantiere di Porta Nuova. Nomi noti come Antonio Citterio e Stefano Giovannoni hanno dato vita a un innovativo parco giochi accessibile a tutti i bambini, compresi quelli con disabilità.
Per i genitori che volessero sperimentare con i loro occhi quanto il design sappia parlare il linguaggio dei più piccoli l'appuntamento è per domani pomeriggio (dalle 16 alle 19, in via De Castillia 28): Franco Raggi ha creato un labirinto a misura di bimbo (con un percorso sensoriale per non vedenti) e una pista sopraelevata fatta di asfalto da colorare con gessetti e dove poter lanciare vecchi tappi di bottiglia, come si faceva un tempo. Gabriele Pezzini, costruendo un tavolone a forma di millepiedi con diverse vaschette per acqua e sabbia, ha sancito il sacrosanto diritto di ogni bimbo a sporcarsi le mani. E, sempre a proposito di mani, Tobia Repossi, giovane designer specializzato nella creazione di giochi, ha progettato un percorso a ostacoli adatto anche a bambini con problemi di disabilità. James Irvine con le sue rocce finte che fungono da seggioline ha reclamato per i più piccini il diritto all'ozio mentre Antonio Citterio, con una suggestiva casetta in materiale fonoassorbente, quello al silenzio (ma sarà rispettato dai giovani fruitori?). Divertenti e colorate le creazione di Giovannoni che ha ideato "Big faces", capanne di plastica ideali per un nascondino metropolitano. Buffa poi l'installazione di Matalì Crasset: per ribadire il diritto di ogni bimbo a mettere il naso dove vuole, l'artista ha creato un «Musino degli odori» a forma di maialino dove all'interno albergano vasi di erbe aromatiche pronte per essere toccate e annusate. Manfredi Catella, presidente della Fondazione, ha assicurato che il parco giochi sarà ampliato nell'area circostante. L'auspicio è che il comune di Milano moltiplichi questi prototipi di giochi in altre aree verdi della città: i bimbi milanesi ringrazieranno, così come i genitori. Finalmente un parco originale, educativo e - il che non guasta - decisamente trendy.