I destini paralleli di Capurro e Poggi

Destini (quasi) paralleli, quelli delle amministrazioni comunali di Rapallo e Chiavari, in disgrazia dopo la velleitaria «fuga» a sinistra. Rapallo torna al voto dopo una lunga serie di polemiche che hanno finito per travolgere la giunta di Armando Ezio Capurro. I partiti della Casa delle libertà avevano presentato la mozione di sfiducia poche ore dopo le dimissioni di due assessori Giovanni Arena e Silvano Queirolo che avevano denunciato l'impossibilità di autonomia, ritenendosi troppo condizionati dalla volontà del primo cittadino. Il 4 ottobre 2006, dunque, finisce la gestione-Capurro che durava dal 2003 e fin dal ballottaggio aveva dimostrato di subire il fascino della sinistra. Dopo oltre un secolo il Comune di Rapallo, sesto per dimensione in Liguria, viene commissariato. A Chiavari, un altro sindaco, Sergio Poggi, che professava il cuore a destra in campagna elettorale, ma ha retto la città con una maggioranza di sinistra, vive il travaglio di una crisi che, se non è ancora formalmente arrivata all’epilogo, ha già tutti i caratteri del fallimento. L’ultimo, decisivo colpo di piccone lo ha inferto il vicesindaco Giovanni Scuderi, dimissionario: la sua iniziativa «sfiducia» il primo cittadino, e ribadisce le posizioni della Margherita che accusa Poggi di non avere realizzato il programma di governo. Il sindaco ha preso tempo e cercato di resistere: «Non accetto le dimissioni di Scuderi e spero che il consiglio non si prenda la responsabilità di lasciare Chiavari senza bilancio e aggiornamento del piano opere pubbliche». Nel frattempo, giura, «la giunta continuerà a lavorare fino al prossimo consiglio comunale, da convocarsi entro trenta giorni dalla presentazione della mozione di sfiducia della minoranza». Data prevista 5-6 febbraio. Se ci sarà lo scioglimento del consiglio entro il 24, Chiavari andrà ad elezioni tra maggio e giugno. Nel caso accadesse dopo, tutto slitterà al 2008.