I detenuti delle «Case rosse» vanno a scuola di riciclaggio

Ospiti e agenti del carcere di Marassi addestrati alla raccolta differenziata

«Per la prima volta non è il detenuto a beneficiare di un servizio, ma è lui stesso a offrirlo, rendendosi partecipe di un programma di politica ambientale all'interno del carcere». Così Salvatore Mazzeo, direttore della casa circondariale genovese, inquadra la curiosa iniziativa a favore della raccolta differenziata che coinvolgerà sia i detenuti, sia gli agenti di polizia penitenziaria nella struttura di Marassi. Promotori del progetto, oltre alla direzione delle «Case Rosse», sono la commissione speciale carceri della Provincia, l'assessorato al ciclo dei rifiuti del Comune e la polizia penitenziaria.
Nelle vesti di partners il Comieco (consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), il Corepla (consorzio nazionale per la raccolta e il recupero degli imballi in plastica) e l'Amiu. Ma i veri «sponsor» del progetto saranno due detenuti, privi di sanzioni disciplinari e «fortemente motivati nelle problematiche ambientali», sottolinea il direttore del carcere che al momento accoglie 450 persone. Per l'attività svolta, la coppia di detenuti riceverà due borse lavoro a carico di Amiu. Il progetto è sperimentale e avrà la durata complessiva di un anno. Durante il quale gli «sponsor» della raccolta differenziata faranno il giro delle 122 celle raccogliendo la plastica dai contenitori posizionati all'interno di ogni cella con l'ausilio di un sacchetto in carta autoreggente. «Abbiamo creato dei contenitori ad hoc - spiega Carlo Montalbetti, direttore generale Comieco - dedicati esclusivamente alla raccolta differenziata che rispondono a norme obbligatorie per la sicurezza». Non basta: giornali e riviste verranno ritirati ogni giorno dai due detenuti che provvederanno poi a smistarli in appositi «recipienti». La raccolta differenziata sarà quindi fatta solo per carta, cartone e plastica.
Ma lo stesso tipo di raccolta è prevista anche negli uffici amministrativi del carcere dove verranno distribuiti contenitori in cartone accanto alle fotocopiatrici e vicino a ogni scrivania saranno posizionati sacchetti di carta dedicati alla raccolta delle piccole quantità prodotte ogni giorno. Idem per la mensa, utilizzata dal personale interno, e per il bar dove verrà effettuata la raccolta del vetro e del materiale organico. In realtà il progetto sta già muovendo i primi passi in questi giorni. Comieco, Corepla e Amiu hanno predisposto una brochure di 16 pagine tradotta in quattro lingue (italiano, arabo, spagnolo e albanese) che descrive il ciclo di vita dei materiali raccolti in maniera differenziata. E gli opuscoli sono stati già distribuiti ai singoli detenuti. Sono previsti anche incontri di formazione di un'ora e mezza per 20, 25 persone alla volta tenute da esperti del settore. «L'iniziativa - ricorda Pietro d'Alema, amministratore delegato di Amiu - in futuro potrebbe essere replicata presso altre grandi utenze, come scuole e ospedali. Oltre a carta e plastica questo progetto ci consentirà di sperimentare la raccolta di rifiuti organici finalizzata alla crescita del compost che produciamo nel nostro impianto in Val Varenna». Pare che nei primi tre mesi del 2007 i genovesi abbiano incrementato del 6 per cento la raccolta differenziata di carta e cartone rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ma il vero obiettivo dell'iniziativa lo ricorda Milò Bertolotto, presidente della commissione speciali carceri della Provincia: «Rafforzare quel ponte tra carcere e società, indispensabile per restituire una prospettiva di reinserimento ai detenuti».