I dettagli che fanno la differenza tra affidabilità e leggerezza

Sono orologi intramontabili, progettati per resistere alle prove più dure. E soprattutto vestono con raffinatezza e classe

Afferma James Cameron, premio Oscar per «Titanic» nel 1998, regista amante dell'avanguardia e della sperimentazione, ambasciatore Rolex: «I grandi film si riconoscono dai dettagli. Non da certi dettagli. Da tutti i dettagli». Parole che si adattano perfettamente al DNA della celeberrima Casa ginevrina, da sempre dominatrice della scena nel segmento dell'orologio sportivo-elegante, anche nella declinazione professionale. Proprio in un simile ambito, a Baselworld 2017, per festeggiarne i 50 anni, la Casa ha proposto l'ultima versione dell'Oyster Perpetual Sea-Dweller il subacqueo capace di sfidare serenamente gli abissi marini, testato impermeabile fino a 1.220 metri. Come tradizione Rolex, l'orologio appare uguale a se stesso, ma differisce dai suoi predecessori proprio a motivo di fondamentali dettagli quali, ad esempio, l'adozione, per la prima volta nel Sea-Dweller, della lente Cyclope sul vetro zaffiro, in corrispondenza della data, a motivo di un innovativo sistema di applicazione, considerate le sollecitazioni estreme cui viene sottoposto, e del calibro automatico di nuova generazione 3235 («titolare» di 14 brevetti e certificato Cronometro Superlativo), mai impiegato fino ad ora su di un modello «professionale». Evidentemente, anche se un lancio del genere ha catalizzato l'attenzione degli addetti ai lavori (con Rolex accade spesso, e già è cominciata la caccia per poterselo assicurare al polso in tempi non biblici), il segnatempo sportivo, ma capace di esprimersi efficacemente in contesti quotidiani o patinati, a Baselworld è stato rappresentato da un altro straordinario protagonista come il Railmaster di Omega, che di anni ne ha ben 60 (fu lanciato nel 1957, con doppia cassa antimagnetica, destinato a coloro che lavoravano a contatto con i campi elettrici), oggi dotato di un calibro Co-Axial certificato Master Chronometer (resistenza superiore all'influenza dei campi magnetici) e decisamente fedele alla versione originale con indici a freccia luminescenti, lancette Broad Arrow ed essenzialità espressiva: fa parte ma è disponibile a sé stante, di un cofanetto, denominato Trilogy 1957, insieme a due altri leggendari «colleghi» dal medesimo imprinting sporty-chic, presentati in quell'anno, come il Seamaster 300 (sempre Master Chronometer) e il crono Speedmaster, dotato del celeberrimo calibro manuale Lemania 1861. La sezione sportiva ha visto, poi, altri interessanti protagonisti, tra i quali il tecnologico Hublot Techframe Ferrari Tourbillon Chronograph (omaggio ai 70 anni della Casa di Maranello), l'Autavia di TAG Heuer, le varianti Mille Miglia di Chopard, il Black Bay Steel & Gold di Tudor, l'Aikon di Maurice Lacroix, il BR X1 Chronograph di Bell & Ross, il Chrono 4 del 130° anniversario di Eberhard & Co., l'Oris Artelier Calibro 113 con 10 giorni di riserva di carica e, last but not least, il Montecristo Carbon di Locman, espressione di design e tecnologia italiani, con cassa in carbonio multistrato e quadrante in fibra di carbonio, potente e leggero al polso.

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